“Associazione per la tutela e la salvaguardia dei Bottini, delle Fonti monumentali e di tutto il patrimonio storico, culturale ed architettonico legato alle Acque di Siena”

Chi siamo e come siamo nati

L'Associazione La Diana nacque nei primi giorni di marzo del 1994 e sin dalle prime riunioni, anche quando i soci si contavano su due mani appena, ebbe come obiettivo dichiarato lo studio, la valorizzazione e la tutela dei Bottini, delle Fonti monumentali e di tutto il patrimonio storico, culturale ed architettonico legato alle Acque di Siena.

Di riunione in riunione, il numero degli appassionati cominciò subito a crescere considerevolmente: oltre al Comune di Siena, che dal primo giorno assicurò tutta la sua fattiva considerazione condividendo pienamente gli obiettivi dell'iniziativa, aderirono con entusiasmo professionisti, studenti, insegnanti, impiegati e perfino alcuni gruppi come gli "Amici della Bicicletta", il "Gruppo Autonomo Stampa" di Siena, il "Gruppo Speleologico Colligiano" di Colle di Val d'Elsa, l"Associazione C.B. Il Palio" e l'"Associazione Ricerche Archeologiche" di Siena che fin dall'inizio ospitò nella sua bella sede presso la Chiesa di S.Stefano gli incontri tra i soci.

Fu subito evidente che, per raggiungere le mète prefissate, gli sforzi avrebbero dovuto concentrarsi su più direzioni di attività: un gruppo di studio si prese allora il compito di approfondire le conoscenze storiche, culturali ed architettoniche sul patrimonio senese dell'Acqua; un secondo gruppo di appassionati decise di dedicarsi al mondo della scuola, con l'obiettivo di sensibilizzare anche i più giovani alle problematiche legate ai bottini, alle fonti e all'acquedotto, mentre una parte dei volontari manifestò la propria disponibilità ad accompagnare studenti ed appassionati, dopo aver stabilito modalità e calendari con il Comune, nelle visite guidate ai luoghi dell'acqua. Il Gruppo Speleologico Colligiano, per parte sua, sotto la direzione dei competenti tecnici comunali, si assunse l'incarico di effettuare ricognizioni sui rami interrotti dei bottini e di compiere un continuo monitoraggio sull'intera rete di cunicoli.

L'Associazione mosse quindi i primi passi e non tardarono ad arrivare grandi soddisfazioni soprattutto dal mondo della scuola, nel quale furono profuse le prime, sostanziali energie. I volontari che, con l'ausilio degli insegnanti, svolsero i seminari alle Elementari, alle Medie e alle Superiori ricevettero, anche dai ragazzi più giovani, una sensazione di grande interesse e maturità, sensazione che poi si rafforzò ulteriormente nelle visite successive ai bottini e alle fonti.

Il 16 novembre 1994 la Giunta comunale approvò poi la convenzione che consente a "La Diana" la gestione delle visite guidate e gli interventi di piccola manutenzione ai bottini, uno degli obiettivi principali, forse addirittura il primo fine statutario dell'Associazione. E cominciarono subito le visite per l'addestramento di quella ventina di volontari che avevano dato la disponibilità a diventare "guide".

Nell'oramai lontano marzo 1994 "La Diana" era composta da pochi appassionati dotati solo di buona volontà, oggi è un'associazione che conta quasi duecento soci tesserati, ha un periodico di uso interno, ha dimostrato di essere unita pur sfaccettata nei numerosi interessi culturali dei suoi membri e, soprattutto, ha portato a termine con serietà i primi obiettivi programmati nel breve periodo.

Ma da parte di tutti i volontari c'è la consapevolezza che sarebbe un errore rilassarsi sui primi allori conquistati: i carichi di lavoro attuali, non indifferenti e la speranza mirata alle realizzazioni future richiedono un forte impegno da parte di tutti arricchito da fantasia ed entusiasmo.

E questi elementi sono stati fino ad oggi l'arma vincente de "La Diana".







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