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Il Gorello parlante


Anno 1 / Numero 1 - Gli articoli di questo numero:

La Diana: il giornalino nuovo
I pubblici lavatoi in Siena all’inizio del ‘900 (di Donato Ottolenghi)
Album fotografico: la prima riunione della Redazione de Il Gorello parlante"
"A ritrovar la Diana", grande successo della 7° edizione della mostra
Il mercatino della Diana
"Briciole" di notizia
"La Diana" e la città, viva l'acqua del Sindaco!
Lettere alla Redazione: a proposito dell'acqua del Sindaco
La gita de "La Diana" a Sovana e Vitozza
L'ultimo bottiniere: intervista a Aldo Soldati
Scoop! James Bond (007) nei bottini?
"Voci di Fonte" alle Fonti di Pescaia, "La Diana" canta Siena
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LA DIANA: il giornalino nuovo!

Cari amici, dopo l'uscita del numero "0" solo in formato elettronico, oggi finalmente esce il nuovo giornalino in forna cartacea (ma lo troverete anche sul nostro sito). Del vecchio "quattro pagine ciclostilato in proprio che ci ha tenuto compagnia fino ad ora ci proponiamo di mantenere lo spirito, che è quello caratteristico di una Associazione di volontari come la nostra, cercando di renderlo più gradevole con il colore ed allargando i campi di interesse con l'introduzione di nuove rubriche.
Questa pubblicazione per adesso avrà una cadenza quadrimestrale, ma gradualmente ci piacerebbe arrivare ad un bimestrale, perché troviamo che sia estremamente importante per una Associazione così composita come la nostra poter arrivare in casa di tutti i soci il più frequentemente possibile.
Rispetto a quello che vorremmo riuscire a fare, questo che vedete rappresenta un progetto abbastanza avanzato per quanto riguarda la forma (con una grafica di proposito abbastanza semplice) ed i contenuti che spaziano dalle notizie storiche, agli appuntamenti di vita sociale.
Stiamo cercando in sostanza di fare un giornalino che sia in linea con la voglia di fare attività, di proporre iniziative che contraddistinguono la nostra Associazione, con un occhio alle cose del passato ma con grande attenzione a nuovi progetti.
Questo primo numero del giornalino è invece assai meno definito se si pensa che è stato costruito da poche persone, mentre i successivi dovranno riportare i contributi del maggior numero possibile di soci, compresi i nostri fotografi. Aspettiamo dunque articoli, foto, curiosità, suggerimenti e quanto altro vorrete trasmetterci.
Il titolo è venuto fUori da un mini-referendum lanciato con il numero zero; le proposte sono state davvero tante e tutte simpatiche e significative, quella scelta speriamo che sia gradita a tutti.
Siccome è nostra intenzione spedire il giornalino anche a non soci che per interessi culturali, per il loro legame con la città o anche solo per curiosità siano interessati alla nostra attività, Vi chiediamo la cortesia di segnalarci i nominativi, con relativo indirizzo, di persone di Vostra conoscenza che rispondano alle caratteristiche sopra accennate. E' tutto, ora non Vi resta che sfogliare il giomalino e leggere gli articoli e poi, se vorrete, farci arrivare i vostri contributi in suggerimenti, articoli, foto, ricerche d'archivio, curiosità e quanto altro; naturalmente sono ben accette anche le critiche che terremo in debito conto. Arrivederci a presto.

Il Presidente

I PUBBLICI LAVATOI IN SIENA ALL'INIZIO DEL '900

di Donato Ottolenghi

A me pare che, dati lavatoi pubblici costruiti e funzionanti come quelli di Siena, è resa facile l'infezione delle biancherie per mezzo di altre infette ed è pure facile che i batteri che le inquinano, superando per buona parte l'azione dell'essiccamento anche associato alla luce solare, possano ritornare con le biancherie nelle case e dar luogo alla diffusione di particolari malattie infettive.
E' presumibile che con la stiratura una gran parte e forse tutti i germi aderenti alle biancherie vengano uccisi, ma, posto pure che ciò accada sempre, è pur vero che alcuni panni vengono usati - e più spesso nelle classi meno abbienti - senza essere prima stirati ed è pur vero che con ciò non è tolto il pericolo di contagio quando in qualche modo si maneggino biancherie inquinate. Si pensi poi ai panni di lana che non sono mai nè lisciviati nè stirati, che per la costituzione stessa del tessuto si prestano assai bene a conservare grande numero di germi e che nell'essiccamento devono offrire a questi assai migliori condizioni che non delle pezzole di tela o di cotone sottili.
Ma oltre a questi pericoli diretti, dobbiamo considerare nei lavatoi - e questo per quanto riguarda la loro forma e struttura non ha importanza - anche quelli che derivano dalle acque di rifiuto. I batteri patogeni che vi si trovino, sono in un ambiente che non spiega su di loro alcuna azione nociva rapida, che anzi per il suo contenuto notevole di sostanze inorganiche può in taluni casi essere considerato un mezzo di coltura: se dunque codeste acque riescono in qualche modo, come accade spesso a Siena, a contaminare gli ortaggi, la possibilità di infezioni secondarie è evidente. lo non ho fatto a questo proposito alcuna ricerca diretta, troppo malsicura del resto, ma i fatti raccolti dalla letteratura a tale riguardo sono abbastanza eloquenti. Da un lato abbiamo esempi di vere epidemie di tifo e di colera dovute ad inquinamenti di acque che si usavano per bere con l'acqua di risciaquo delle biancherie infette, d'altro lato vi sono tutte le note di resistenza che i germi patogeni posseggono per esempio su frutte e verdure, le quali indirettamente ma sicuramente persuadono a ritenere abbastanza facile l'infezione per mezzo di ortaggi, inquinati con acque infette, mangiati crudi....
Per fortuna il progetto di dotare Siena di acqua pura e discretamente abbondante, per mezzo di una conduttura, è in questi ultimi tempi entrato in una fase risolutiva... veramente dai calcoli fatti, codesta acqua condotta non sarà forse in tale quantità da poter essere usata anche per quei servizi pubblici come bagni, fontane, pulizie delle strade che furono finora forzatamente trascurati: essa però renderà interamente disponibile l'acqua dei bottini dando modo così di provvedere oltre che a tutti i servizi testè accennati e alle industrie anche al buon funzionamento dei lavatoi a vaschette separate con un numero totale di posti corrispondente ai bisogni della città.

I PUBBLICI LAVATOI IN SIENA ALL'INIZIO DEL '900

dalla Gazzetta di Siena, 5 dicembre 1897

La cattiva educazione nell'uso di un bene così prezioso come l'acqua ha da sempre dato vita a lamenti e reclami. Talvolta le arrabbiature descrivono meglio di ogni altro documento le abitudini della gente ed i problemi della vita quotidiana: è il caso di questa protesta dei Giraffini.
In via delle Vergini e per meglio intendersi nella Giraffa, è sito da secoli un fontino a chiavarda con una nicchia in basso, alquanto profonda, dove le donne degli adiacenti rioni vanno continuamente a lavar panni ostruendo il rifiuto del fontino stesso. Tal fatto non va molto a genio ai numerosi abitanti di via delle Vergini i quali, non avendo in casa pozzi bianchi sono costretti a ricorre al fontino in discorso. Il peggio è che i lavatori di panni neppur per ombra cessano la loro bisogna quando alcuno attinge acqua, per cui ben si comprende come accada spesso che le schizzature molto meno che pulite vadano a cadere nelle brocche e nei secchi. Reclami furono fatti e siccome sono giusti, li giriamo a chi di ragione.

ALBUM FOTOGRAFICO

La prima riunione della redazione de "Il Gorello parlante"

Prima riunione della Redazione de "Il Gorello parlante" nello studio di Duccio Gazzei in via Costa dell'Incrociata.

Si notano subito l'affiatamento del team e la professionalità del tavolo da lavoro (computer, appunti, etc.). Potete scommettere che dalle prossime riunioni nel gruppo di lavoro, oltre all'affetto, farà la sua comparsa anche. .. l'affettato!


"A RITROVAR LA DIANA"

Grande successo della 7A edizione della Mostra

Venerdì 23 maggio si è conclusa nel migliore dei modi l'attività scuole 2007-2008 delIa nostra associazione.
In una Sala delle Lupe gremita dì bambini, il presidente de "La Diana" Piero Ligabue, l'assessore all'ambiente Silvia Lazzeroni ed il sottoscritto hanno inaugurato la 7° edizione della mostra "A ritrovar La Diana", allestita, come da tradizione, all'interno del Cortile del Podestà ed atto conclusivo del progetto "Siena e l'acqua".
Un clima di grande entusiasmo da parte di ragazzi, genitori ed insegnanti ba adeguatamente ripagato le nostre giovani guide dell'encomiabile impegno profuso, effettuando prima interventi nelle classi per far conoscere agli alunni il sistema dei bottini e delle fonti medievali senesi, sensibilizzandoli anche sull'importanza di quel bene prezioso che è l'acqua, e guidandoli poi alla scoperta di un tratto del Bottino Maestro di Fonte Gaia.
Al progetto hanno preso parte ben 13 classi di elementari e medie di Siena e provincia. In particolare è significativo sottolineare come "La Diana", a partire da quest'anno, abbia deciso di estendere il proprio raggio d'azione, ammettendo al progetto non soltanto scuole cittadine o di comuni immediatamente limitrofi, ma anche di zone più distanti (Gaiole in Chianti, Buonconvento e Chiusdino), il tutto per divulgare ulteriormente la conoscenza della Siena sotterranea e permettere così al maggior numero possibile di ragazzi di apprezzare questo inestimabile patrimonio.
La vena creativa dei bambini ha portato alla realizzazione di plastici, cartelloni, disegni, poesie, giochi che per due giorni hanno fatto bella mostra di sé ed hanno colorato il Cortile del Podestà.
Non resta che ringraziare tutti quanti hanno saputo offrire il loro prezioso contributo per la riuscita del progetto "Siena e l'acqua" ed attendere con trepidazione l'inizio di un nuovo anno scolastico che, senza dubbio, i nostri volontari affronteranno con lo stesso entusiasmo di sempre.

Il responsabile attività scuole
Giacomo Luchini

IL MERCATINO DELLA DIANA

  • Era ora! Si aprono le porte degli archivi di Ferdinando Capecchi.
    Anni ed anni di riprese sulle attività più importanti de "La Diana" sono finalmente a disposizione dei soci. Le ricognizioni nei bottini, le perlustrazioni dei sotterranei dell'Ospedale del S.Maria della Scala, i lavori alle fonti e nei tratti più sconosciuti dei cunicoli, le feste sociali, le gite... Tutto è stato immortalato dal nostro Socio che oggi, finalmente, mette a disposizione il suo archivio ai Soci interessati.
    Il prossimo numero del "Gorello" conterrà l'elenco del materiale disponibile per la duplicazione. Ed il prezzo (politico) previsto.
  • Il socio Duccio Gazzei vende una chitarra acustica Yamaha 12 corde (Anno di fabbricazione 1998) praticamente nuova al modico prezzo di 200 Euro. Chi è interessato può contattarlo al numero 340 0841574 la sera tardi.
  • "BRICIOLE" DI NOTIZIA

    Simpatica iniziativa del Kiwanis Club di Siena, sezione del Club impegnato a livello mondiale nella difesa dell'infanzia, che lo scorso 22 maggio, durante una cena sociale, ha voluto ringraziare Benedetto Bargagli Petrucci e Claudio Mugnaini per aver condotto i Soci del Club nei Bottini di Siena.
    Il presidente Fedi, dopo aver ricordato con piacere la visita compiuta, ha consegnato ai "nostri" un riconoscimento "per la loro grande gentilezza e professionalità"; una manifestazione di gratitudine particolarmente calorosa tra le tante che i visitatori dei Bottini hanno da sempre verso chi di noi, in particolare Benedetto e Claudio, si dedica al ruolo di guida.

    Sabato 31 maggio scorso, nell'ambito dell'iniziativa Toscana Underground, la Fonte delle Monache è stata aperta al pubblico per tutto il giorno con visite guidate dai nostri soci.


    "LA DIANA" E LA CITTA'

    Viva l'acqua del sindaco!

    Quando alla diffidenza verso la mano pubblica che ha il compito di portare nelle nostre case un'acqua perfettamente controllata, si somma la formidabile pressione del marketing delle aziende che imbottigliano le acque minerali, allora è normale che il consumo di acqua minerale si trasformi da piacevole alternativa sensoriale a vero e proprio bisogno.
    Di questo problema e di altro si parla nel rapporto "Una paese in bottiglia" pubblicato dalla Legambiente in occasione della giornata mondiale dell'acqua dello scorso 22 marzo.
    Il problema della scelta tra acqua del sindaco, o del rubinetto, ed acqua in bottiglia non è soltanto un problema di legittimi gusti personali. Infatti l'impatto derivante dalla filiera delle acque minerali è pesante: nel 2006 gli italiani hanno utilizzato circa 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione ha implicato il consumo di 480 mila tonnellate di petrolio e l'emissione in atmosfera di 624 mila tonnellate equivalenti di anidride carbonica.
    Non poca influenza su questi dati ha il fatto della scomparsa dell'acqua di rubinetto come terza opzione possibile (oltre al classico liscia e gassata) al ristorante e al bar.
    Ma l'acqua del rubinetto è di qualità inferiore a quella che troviamo sugli scaffali dei supennercati? Ovviamente la qualità dell'acqua varia da caso a caso, ma di sicuro per legge i criteri di potabilità dell'acqua pubblica non sono meno rigorosi di quelli previsti per le minerali. Anzi.
    E' dunque con forza che in ogni angolo del mondo occidentale si sta facendo un duplice lavoro: tenere alta la qualità dell'acqua e certificarla presso gli utenti con la maggior chiarezza possibile; fare in modo che "l'acqua del sindaco" non sia penalizzata rispetto alle minerali. Partendo da11'Italia, la Pastorale degli stili di vita del Patriarcato di Venezia ha invitato in occasione della Quaresima 2008 i Veneziani al "digiuno dell'acqua minerale".
    La proposta fatta a tutte le famiglie della Diocesi, è stata di bere acqua di rubinetto fino a Pasqua, aderendo alla campagna "Imbrocchiamo la" lanciata da Altroconsumo.
    Ma anche a Milano qualcosa si sta muovendo. "Bere l'acqua del rubinetto è una scelta di gusto e anche di testa": questo è lo slogan lanciato da Cap Gestioni che serve le province di Milano, Lodi e Pavia. Per dar forza a questa campagna, l'azienda ha un anno fa deciso di spedire a tutti gli utenti, assieme alla impietosa fattura trimestra]e, "l'etichetta dell'acqua del rubinetto". Si tratta di un certificato nel quale vengono riportate le analisi dell'acqua distribuita nei vari Comuni con circa 80 parametri fisico-chimici analizzati.
    Quanto all'estero vale la pena di ricordare la campagna pubblicitaria lanciata a Parigi dalla municipalità e l'iniziativa del quotidiano londinese "Evening Standard" che ha invitato con un certo successo i propri lettori ad una maggiore attenzione verso l'acqua del rubinetto, lanciando lo slogan "water on tap".
    Per gli Stati Uniti ricordiamo l'esempio di Boston, dove l'invito ai cittadini punta decisamente sull'aspetto economico. Insomma: "pretendere" che la nostra acqua del sindaco sia buona,"pretendere" di conoscere i certificati che ne attestano le qualità ed esigerla sul tavolo del ristorante, sono azioni che vanno nella direzione della difesa del mondo in cui viviamo e del valore che il bene acqua investe per tutti noi.
    Non solo: tutto questo può trasformarsI in un buon affare anche per il sindaco, o meglio per le aziende che portano l'acqua nelle nostre case.
    L'esempio ci viene dalla Francia, per la precisione da Besançon dove, grazie al buon lavoro svolto dall'azienda che fornisce acqua, i cittadini hanno negli ultimi anni scelto con sempre maggior convinzione l'acqua del rubinetto. Rimaneva da convincere gli amanti delle bollicine, dell'acqua minerale frizzante. All0ra l'azienda stessa ha deciso di produrre e mettere sul mercato l'acqua del rubinetto "frizzante"; del tutto simile alle minerali gassate che si trovano in commercio. Questa acqua (a Besançon l'acqua del rubinetto si chiama "Bisontine" e dunque la frizzante è la "Bisontine pétillante") è dal maggio scorso nei supeemercati, nei bar e nei ristoranti. Accontenta una parte dei consumatori, ha un prezzo competitivo, fa risparmiare trasporti ed inquinamento ed infine porta soldi in cassa. Soldi destinati ovviamente ha migliorare il servizio ai cittadini.

    Paolo Leoncinì

    ULTIME NOTIZIE!

    Come non accogliere dunque con simpatia l'iniziativa che è preannunciata sull'ultimo numero de La Balzana, periodico comunale?
    Una vera e propria fonte, facilmente accessibile, dove sarà possibile fare rifornimento (anche) di acqua con le bollicine.
    Siamo dunque curiosi di vedere come l'iniziativa, denominata Casa dell'acqua, si svilupperà e di verificare i risparmi che essa consentirà alla cittadinanza.

    LETTERE ALLA REDAZIONE

    A proposito dell'Acqua del Sindaco...

    Incuriosita dai due articoli sull'acqua del rubinetto, sono andata a guardare due indagini, di cui mi ricordavo, pubblicate dalla rivista "Altroconsumo": una sulla composizione dell'acqua erogata da alcuni comuni, l'altra su quella di acque minerali in commercio.
    Ho trovato la composizione media dell'acqua erogata dall'acquedotto del Fiora al comune di Siena ed ho fatto un confronto. Nella tabella ho riportato i dati relativi al1e situazioni estreme (valori più alti o più bassi dell'indagine) evidenziandoli in grassetto; per i dati totali si rimanda agli originali, riportati in calce.

    Glossario

    Durezza totale: indica il contenuto in Calcio e Magnesio, espresso in gradi francesi (°F). Non esiste limite per la durezza. Non influisce tanto sulla salute umana, quanto su quella delle condutture e degli elettrodomestici; infatti più l'acqua è dura, più si manifestano incrostazioni. D'altra parte un'acqua troppo dolce è povera di sali minerali, essenziali per il buon funzionamento del nostro organismo.

    Residuo fisso: è il contenuto totale di sali minerali, come sodio, potassio, calcio, magnesio, c1oruri, solfati e bicarbonati. L'inchiesta di Altroconsumo considera ideale per il nostro organismo un'acqua oligomineraJe, con valori al di sotto di 500 mgll, anche se sono tollerati valori fino a 1500.

    Sodio: cloruro di sodio è il sale comune, che è necessario al nostro organismo, ma che non deve essere assunto in eccesso, come spesso succede. Comunque chi deve seguire una dieta povera dì sodio non è dell'acqua che si deve preoccupare, quanto piuttosto dell'alimentazione.

    Nitrati: sono uno dei più importanti parametri della potabilità dell'acqua, in quanto la loro presenza è indice dì inquinamento organico; risultano pericolosi per gestanti e neonati. Derivano dalla infiltrazione nella falda di liquidi fognari o di fertilizzanti, indicano un inquinamento remoto, mentre i nitriti sono indice di inquinamento recente.

    Osservazioni

    Inizialmente va chiarito che un'acqua distribuita a tutta la popolazione, oltre a dover essere priva di sostanze o microrganismì inquinanti, deve avere un contenuto medio in sali minerali; basti ricordare i danni alla dentatura dei senesi che bevevano l'acqua del Vivo, povera di fluoro e di altri minerali.
    Essendo utilizzata da grandi e piccini, l'acqua del rubinetto deve soddisfare le necessità di tutti; secondo le varie richieste, poi, si potrà ricorrere ad acque patrticolari.
    Per esempio, acque oligominerali come Levissima o Fiuggi, che hanno un contenuto bassissimo di sali minerali, sono indicate per le persone con problemi di affaticamento ai reni, mentre altre, con alti valori di durezza o residuo fisso, come Sangemini, vengono indicate per i bambini in crescita.
    Purtroppo le fonti dei dati a nostra disposizione sono limitate e non totalmente paragonabili, come espresso nella didascalia della tabella. I valori di fluoruri, per esempio, sono riportati solo per l'acqua di Siena (0.4 mg/l, su un valore massimo consentito per legge di 0.50), perché quelli relativi alle acque minerali non sono leggibili nella versione on line di Altroconsumo e non sono presenti nell'indagine sull'acqua delle città.
    In ogni modo, osservando i valori della tabella, possiamo rilevare che i dati relativi all'acqua che beviamo a Siena sono sostanzialmente buoni. La durezza totale è medio-alta, assolutamente entro la norma. Il dato suggerisce comunque l'uso almeno sporadico di anticalcare negli elettrodomestici.
    Residuo fisso e concentrazione di sodio sono nella norma. Il basso valore di derivati dell'azoto, nitrati e nitriti (che sono inferiori a 0.05 mg/l, su un valore massimo consentito per legge di 0.50) conferma l'assenza di inquinamento organico.
    Il paragone con le altre acque comunali ci vede nella media generale, alla pari con Firenze, che ho riportato per puro spirito di parte, sperando in risultati migliori.
    In confronto alle acque minerali naturali, fra le quali c'è una altissima variabilità, la nostra acqua si colloca fra quelle un po' più ricche di sali minerali, ma senza variazioni notevoli.
    Se si escludono le acque minerali di tipo "curativo" (mi si passi il termine), la nostra acqua del rubinetto è dunque ottima e non ha niente da invidiare ail'acqua che ci viene venduta in bottiglia.

    Silvia Sestini

    Commento alla Tabella
    Confronto dei valori della composizione media indicativa dell'acqua erogata nel comune di Siena dichiarati dall'Acquedotto del Fiora e quelli pubblicati sulla rivista Altroconsumo, relativi ad alcuni comuni italiani e alle acque minerali in commercio.

    Nota: Non è stato possibile paragonare la concentrazione dei fluoruri, in quanto non riportati o non leggibili nelle indagini di Altroconsumo
    . La presenza di composto organo alogenati o di idrocarburi è riportata solo sull'inchiesta relativa ai comuni, non abbiamo il dato di Siena né delle acque minerali (si presume che non ce ne siano). La concentrazione di nitrati nelle acque minerali non è leggibile. I valori plurimi di Milano e Roma si riferiscono a punti diversi di prelievo.
    Origine dei dati:
    www.fiora.it/azienda/acqua/qualità/siena.htm
    www.altroconaumo.it/images/8/83921_Attach.pdf
    www.altroconaumo.it/images/3/31971_Attach.pdf
    www.altroconaumo.it/images/12/120033_Attach.pdf

    LA GITA DE "LA DIANA" A SOVANA E A VITOZZA

    Bip Bip Bip Bip...
    Ma cosa è questo suono?
    Bip Bip Bip Bip...

    Oddio è la sveglia, sono le sei!
    Già, ma è anche Sabato...e il Sabato si dorme oggi no, sveglia c'è la gita della Diana!
    Perbacco, allora sbrighiamoci, se si arriva tardi chi lo sente il Luchini.....
    E' così che più o meno si sono risvegliati Sabato 31 Maggio i Soci della Diana che hanno partecipato alla "Gita Sociale", appuntamento alle 7,30 al CUS, tutti puntuali.
    L'organizzazione ha previsto la partenza con il BUS, destinazione le antiche terre degli Etruschi prima, dei Romani poi, ma anche di un Papa: Gregorio VII da Sovana.
    La giornata è tiepida e il sole fa capolino da alcune nuvole alte che velano il cielo.
    Il tragitto prima lungo la superstrada Siena-Grosseto. si snoda poi lungo la via Aurelia e si inerpica verso le colline e i boschi di fitta vegetazione che portano all"'area del tufo".
    Il nome deriva del1a roccia friabile e tenera di origine vulcanica che compone le colline e la valli della zone intorno a Sorano, Sovana, Pitigliano, Vitozza.
    La nostra gita prosegue accompagnati dalla guida, che ha saputo darci molti spunti di riflessione sulle tecniche pittoriche e architettoniche utilizzate, e in modo allegramente chiassoso, ci dirigiamo verso la Necropoli di Sovana.
    Visitiamo la più importante tomba monumenta1e del parco, quella detta di Ildebranda, che prende il nome appunto dal cittadino più importante di Lasciamo le suggestioni della necropoli per le suggestioni del... palato e ci avviamo verso Vitozza, dove il proprietario del Ristorante "La vecchia fonte" ci ha preparato un ottimo pranzo, con dei tortelli maremmani da far resuscitare.
    La compagnia è allegra, il Presidente ci delizia con il suo discorso, breve e incisivo.
    Sovana.
    Il Bianco di Pitigliano probabilmente ci ha messo del suo per creare calore e allegria, infatti i nostri vicini di tavolata (60 veneti scalmanati) hanno cominciato ad intonare canti popolari e tradizionali "...di quella pira, l'orrendofoco.." non sia mai detto! Il nostro prode difensore delle senesità Luca Luchini ha replicato - immediatamente sostenuto da tutto il gruppo della Diana - con un "...nella Piazza del Campo..." Seguito da acclamazioni e applausi a scena aperta!
    E alla signora veneta che si è permessa di dire: eh, ma è meglio Venezia, il buon Luchini l'ha castigata dicendo" . . è troppo umida.. "
    Insomma ancora una bel1a giornata che si è conclusa con una passeggiata tra i ruderi medievali di Vitozza.

    Licia Sabbatelli

    L'ULTIMO BOTTINIERE

    Intervista ad Aldo Soldati

    Aldo Soldati è uno dei bottinieri "storici", del comune di Siena, una figura ancora in grado di suscitare ammirazione per l'impegno dedicato alla tutela dell'acquedotto medioevale senese.
    La memoria storica che porta con se è di grande valore, ed è stato perciò scelto per essere il primo di una serie di figure che verranno intervistate per il nostro notiziario.
    Fare un articolo su Aldo Soldati, storico bottiniere, è stata un'esperienza sicuramente sorprendente e ricca di spunti di riflessioni.
    L'intervista cade in un pomeriggio piovoso, di quelli in cui la cosa più piacevole è mettersi a fare due chiacchiere su ciò che ci sta a cuore. Aldo Soldati apre alla Diana la sua casa, ma soprattutto la sua memoria e il suo cuore, per concederci una preziosa intervista. Dopo qualche saluto iniziamo a parlare del suo lavoro e del tempo passato nel sottosuolo senese.
    Innanzitutto, in quali anni è stato bottiniere del Comune?
    "Sono stato bottiniere dal 1956, quando fui assunto proprio con questa qualifica, fino al 1995 "
    Come ha imparato il lavoro da farsi?
    "Nel modo più semplici, con gli insegnamenti dei vecchi bottinieri..."
    Come era composto il corpo dei bottinieri?
    "La squadra era composta da 12 uomini agli ordini di un responsabile che al mio tempo era Bruno Nannini"
    In cosa consisteva il vostro lavoro?
    "Il nostro compito era quello di occuparsi della manutenzione ordinaria dei bottini, di controllare il loro stato segnalando eventuali problemi, e della cura delle fonti, tra le quali mi sono occupato soprattutto di quella del Mercato e di Fontebranda. Tutte le mattine entravamo in squadre di tre unità e percorrevamo un tratto di bottino, sia in città che fùori, facendo piccoli lavori e, appunto, dei controlli. Ogni anno, inoltre, il Comune ordinava la sgrumatura di 300 metri di bottino di cui si occupavano degli operai che noi supervisionavamo in qualità di "esperti". Inoltre facevamo anche da guide ad adulti e bambini, insomma quello che adesso fate voi... "
    E per i privati c'erano delle regole particolari?
    "Certo che sì! Infatti ad esempio non potevano costruire entro 100 metri dal corso del bottini. "
    C'è qualche episodio curioso che si ricorda e ci vuoi raccontare?
    "Beh, sicuramente quando grazie ai bottini sventammo negli anni '60 la rapina alla Banca dell'Agricoltura che si trovava dove attualmente c'è la Benetton!"
    Grazie ai bottini?
    "Si, i ladri passarono dai bottini per entrare nella banca... " Come i fiorentini...
    "Già. Comunque ebbero la sfortuna che io e gli altri bottinieri, non vedendo. arrivare l'acqua in Piazza, ci insospettimmo ed andammo a verificare cosa stava succedendo e li beccammo con le mani nel sacco! Se non ci fosse stata tutta quell'attenzione con controlli quotidiani ai bottini probabilmente l'avrebbero fatta franca! E invece ... "
    E dei bottini oggi che dice?
    "Che è diminuita troppa l'attenzione e di conseguenza la conoscenza. Ad esempio. te lo sai dove sona tutte le uscite? E tutti i pozzetti?" Purtroppo la sua domanda è poco più che retorica, perché ad oggi la memoria di queste cose è andata perduta. Realizzata la situazione, Aldo si è offerto di fare un giro con i dianini più esperti per rinfrecare la memoria in modo di tramandarla alle generazioni future. Questa certamente sarà una grande occasione per imparare degli insegnamenti non solo teorici. Prima di andare via gli abbiamo chiesto un'ultima cosa, una di quelle che ci eravamo scritte nella scaletta e che poi, presi dall'entusiasmo dei suoi racconti, avevamo abbandonato:
    Ma per fare il bottiniere quale era la caratteristica necessaria?
    "L'amore per i bottini e per Siena: per fare il bottiniere ci vuole passione!"
    Che dire, dopo una frase così credo qualunque commento sia superfluo. Vorrei solo ringraziare Aldo Soldati per la sua grande disponibilità nei nostri confronti, per tutto quello che ha fatto per il nostro acquedotto durante i suoi anni di servizio, e per la voglia di tramandarci tutte le sue conoscenze. Adesso tocca a noi cogliere una simile occasione!

    Francesca Preteni e Luca Rinaldi

    SCOOP!

    James Bond (007) nei bottini?

    Prime immagini dell'ultimo film di James Bond (007) girato a Siena. Stando alle voci il mitico agente segreto passerà per i bottini. Per il momento la foto resa disponibile dalla Produzione lo ritrae all'interno del "rifugio" di Salicotto.

    "VOCI DI FONTE" ALLE FONTI DI PESCAIA

    La Diana" canta Siena"

    A giugno le Fonti di Pescaia e l'anfiteatro naturale che sta dinanzi a loro ospitano il Festival "Voci di fonte", una serie di spettacoli musicali e teatrali di grande rilevanza: approfittando dei lavori di preparazione di questo evento e della squisita gentilezza degli organizzatori, "La Diana" ha occupato per una sera il palco con musiche e parole dedicate a Siena.
    "La Diana canta Siena", questo il titolo della serata, è stata resa possibile dall'aiuto della Circoscrizione 5 (che già abitualmente ci ospita per le nostre assemblee) cui va la nostra gratitudine e dall'impegno di Franco Baldi che ha costruito lo spettacolo e lo ha animato in prima persona, mentre la presentazione è stata curata da Luca Luchini.
    Hanno partecipato il Trio (Fabio Landini, Duccio Gazzei e Franco, ovviamente), Silvano Carletti, Ferdinando Capecchi (che ha contribuito per la parte video) ed ancora Riccardo Sestini con il suo mandolino e Benedetta Bucci, al violino con l'accompagnamento del pianoforte.
    A Benedetta che era la più giovane della compagnia, "La Diana" rivolge un vivissimo ringraziamento per comprendere assieme a lei tutti quelli che hanno partecipato, attori e spettatori, alla serata... serata che ha tutte le caratteristiche per diventare un felice appuntamento estivo.

    Le foto - Sopra: Benedetta Bucci ed una suggestiva immagine dell'allestimento.
    Sotto: Silvano Carletti, il Trio, riccardo Sestini e Luca Luchini.

    I numeri arretrati