Warning: include(include/testata.inc) [function.include]: failed to open stream: No such file or directory in D:\inetpub\webs\ladianasienait\gorello.php on line 20

Warning: include() [function.include]: Failed opening 'include/testata.inc' for inclusion (include_path='.;C:\PHPVersions\PHP52\includes') in D:\inetpub\webs\ladianasienait\gorello.php on line 20

Il Gorello parlante


Anno 1 / Numero 2 - Gli articoli di questo numero:

La Diana: lavori e piaceri!
L'ACQUEDOTTO DEL VIVO - Satira e polemiche di altri tempi
ADDIO GRANDE AMICO...
Pietro Gittarelli ci ha lasciato, lunedì 8 ottobre scorso
"LA DIANA" AL SANTA MARIA DELLA SCALA
ACQUA, "ORO BLU" VIRTUALE
Il consumo idrico non si limita all'acqua che si beve
ECCO IL "FONTANELLO"
Inaugurato a San Gimignano per bere acqua di qualità
PARTE L'OPERAZIONE "AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI"
CENA DEGLI AUGURI
CORSO BOTTINIERI
LE SPEDIZIONI ALLE FONTI DELL'ANTIPORTO E DELLA TORRE
COS'È' SUCCESSO ALLA FONTE DI FOLLONICA?
Una lettera di Sylvia Sestini riapre una vecchia ferita...
LA STORIA DELL'INTERVENTO DE 'LA DIANA" ALLE FONTI DI FOLLONICA
COS'È' SUCCESSO ALLA FONTE DI FOLLONICA?
Risponde il Vicesindaco Mauro Marzucchi
BARGAGLI PETRUCCI, PASSATO E PRESENTE PER GLI ACQUEDOTTI SENESI
Scarica il PDF

"LA DIANA"
lavori e piaceri!

Con amici, come vedete ci ritroviamo dopo brevissimo tempo e non trimestralmente come sarebbe nostra intenzione (sempre che ci diate una mano scrivendo articoli e mandando richieste di informazioni, fotografie, curiosità e così via).
Questa anticipazione per rendervi edotti di alcuni lavori iniziati o che abbiamo intenzione di iniziare.
Sabato 4 ottobre siamo andati a riaprire una fonte che si trova esattamente sotto lo Snack Bar ali 'antiporto di Camollia; lo scavo è andato bene ma una volta dentro abbiamo constatato che erano avvenute delle frane, per cui la Circoscrizione 5, che partecipava ai lavori, si è presa carico di avvertire il Comune per una eventuale messa in sicurezza del manufatto. Speravamo di trovare un ramo inesplorato di bottino ma non è stato così, comunque abbiamo avuto la soddisfazione di contribuire a proteggere gli immobili circostanti (Vedi all'interno pag.10).
Alcuni amici della contrada della Torre ci hanno chiesto di fare un sopralluogo nel tunnel che parte vicino alla loro Chiesa e va verso Pantaneto; è un impegno che abbiamo svolto Sabato 8 novembre (vedi all'interno pag. 10).
Da un cordiale colloquio avuto con l'ing. Campioni, attuale Direttrice del complesso del Santa Maria della Scala, abbiamo avuto l'autorizzazione a ricominciare le nostre ricerche al suo interno.
Il nostro socio Enzo Cortonesi ci terrà informati su quanto potremo fare senza interferire con i lavori di ristrutturazione che stanno andando avanti.
Chi avesse intenzione di rimboccarsi le maniche, o comunque chi avesse un po’ di tempo da dedicarci, potrà contattare Gianni Maccherini o Giovanni Guasconi (Vedi ali 'interno pag. 4 ).
Abbiamo anche bisogno di nuovi "bottinierì"per dare un po’ ' dì respiro ai vecchi che oramai non ce la fanno quasi più! Speriamo anche di poter organizzare dei "corsi di iniziazione " e chi avesse intenzione di fare la guida per ì visitatori o per i ragazzi delle scuole è pregato di mettersi in contatto con la nostra solerte segretaria Francesca Preteni.
Per dare seguito ai vari contatti, fare il numero del telefono dell'associazione, cioè 366 3588181.
Ed ora veniamo ai piaceri, per venerdì 5 dicembre (escludiamo il sabato e la domenica per non ìnterferire con partite, sia di calcio che di basket, o con cene di contrada) faremo la nostra cena degli auguri con la proclamazione del socio dell'anno, nei locali dell'A.S.P. Campansi (comunemente chiamata Commenda) in modo da coinvolgere anche quei ricoverati che possono fare più tardi la sera. Interverrà anche il coro del Campansi diretto dal Maestro Baldi.
Siccome, oltre al piacere di ritrovarsi tra dì noi, sarà anche un modo per portare a queste persone una ventata di allegria.
Vi aspetto numerosi!

Il Presidente
Piero Ligabue

L'ACQUEDOTTO DEL VIVO
Satira e polemiche di altri tempi

Un secolo fa erano in pieno svolgimento i lavori per la costruzione dell'acquedotto del Vivo.
Sono note le resistenze che già in partenza l'idea di costruire un acquedotto incontrò; altrettanto conosciuta è la lunga, quasi infinita serie di difficoltà finanziarie, amministrative e tecniche che l'impresa, per la verità nient'affatto facile, dovette affrontare.
Immaginabile dunque che in quel lungo periodo a cavallo tra due secoli si siano alternate speranze e delusioni, lasciando ampio spazio perché l'ironia dei nostri bisnonni si sbizzarrisse oltremisura.
Di tutto questo parlare, polemizzare e farsi male ma anche della capacità di sorridere sui problemi, rimane traccia sui giornali dell'epoca soprattutto nella fase finale dei lavori, quando il traguardo sembrava sempre più vicino ma l'acqua sempre più lontana. Su quanto sta scritto si riempirebbe facilmente un grosso libro, basterà citare la provocatoria proposta di erigere al centro della Piazza un monumento a San Giobbe.
Più facile allora raccogliere qualcosa di quanto i "Giannelli" del tempo produssero, ad esempio insistendo sul tormentone "finalmente arriva l'acqua". Un modo per sorridere su un evento storico per Siena e per riflettere una volta di più su come "l'oro blu" che ci arriva dall'Annata sia oggi ancor più prezioso di un secolo fa.

ADDIO GRANDE AMICO...
Pietro Gittarelli ci ha lasciato, lunedì 8 ottobre scorso

Eri uno degli "uomini forti " de "La Diana ".
Sempre in prima linea quando occorreva fare qualche nuova spedizione alla ricerca delle affascinanti origini della nostra città, non esitavi ad entrare in qualsiasi pertugio (più stretto era più ti divertivi!) e a calarti nei meandri più profondi, sempre, però, con grande professionalità ed all'insegna della necessaria prudenza.
Non avevi timore di nulla e sorridevi bonario alle nostre esitazioni, sempre pronto ad aiutare chi era in difficoltà, senza far pesare a nessuno la nostra imbranataggine di aspiranti esploratori.
Eri forte, Pietro Gittarelli, forte e buono. Poi una malattia vigliacca ti ha reso fragile, evidenziando ancor di più la tua bontà e la tua disponibilità verso gli amici, senza riuscire, però, a fiaccare il tuo coraggio.
Non sei mai scappato, infatti, di fronte alla malattia, e riuscivi a parlare dei problemi che ti avevano afflitto e delle operazioni che si erano susseguite quasi con distacco, sicuramente sempre con una serenità che faceva riflettere.
Senza voler mai essere di peso agli amici, hai cercato di continuare ad offrire la tua disponibilità fino a che hai potuto. Eri in cucina lo scorso anno a dare una mano per la cena degli auguri, eri sul pullman insieme a noi nell 'ultima gita fatta, cordiale ed allegro come sempre, ottimo compagno di viaggio e di tavola, eri al Canale del Granduca in una delle ultime visite.
L'immagine emblematica che abbiamo di te è proprio quella della gita quando, di fronte alla possibilità di fare una camminata per vedere meglio la necropoli di Sovana, fosti costretto a gettare la spugna.
Tu, l'uomo forte del gruppo, sempre il primo della fila! La tua perfida compagna di viaggio non ti concedeva le forze necessarie per fare ciò che per tutti gli altri era semplice routine.
E ci attendesti vicino al pullman, sorridente, come se nulla fosse accaduto, minimizzando come sempre la gravità della situazione, felice di poter partecipare, anche se soltanto in parte, all'attività de "La Diana".
Assorbiti dai quotidiani impegni ed egoisti come sempre, soltanto oggi che vieni a mancare ci rendiamo conto di quanto fosse importante la tua presenza e di quanto poco abbiamo fatto per esserti d'aiuto.
Perdona, se puoi, la nostra umana superficialità e stacci vicini perché, anche se a modo nostro, ti abbiamo voluto bene e non ti dimenticheremo.

Ciao Pietrone


"LA DIANA" AL SANTA MARIA DELLA SCALA
di Gianni Maccherini

L'avventura de "La Diana" al Santa Maria della Scala è iniziata da oltre dieci anni ed è stata ricca di emozionanti scoperte, raggiungendo importanti risultati. Il lavoro partì con l'obiettivo di mappare e verificare le cisterne, gli eventuali pozzi ed i cunicoli e le gallerie per lo smaltimento delle acque.
Tale indagine risultò di grande utilità all'Architetto Canali ed ai suoi collaboratori (che proprio in quel periodo completavano l'indagine conoscitiva della grande struttura ed iniziavano il recupero strutturale) per completare appunto le piante di tutta la parte sotterranea dell'antico Spedale.
Il lavoro, svolto in gran parte dopo cena, ebbe risvolti avventurosi ed affascinanti e portò anche a scoperte inaspettate di ambienti rimasti chiusi e dimenticati da molti anni e, in alcuni casi, da secoli.
La "riscoperta " del pozzo del "Rotone" ed il ripristino dell'accesso è forse il risultato più eclatante; ma grande importanza ha avuto anche la verifica di tutte le gallerie sotterranee sia, come detto, per lo svolgimento dei lavori, sia perché ha reso possibile la realizzazione di un eventuale percorso di visita.
Inoltre proprio dalla ripulitura di alcuni cunicoli è stata recuperata una notevole quantità di ceramica proveniente sia dalla spezieria sia dai corredi da mensa dello Spedale e questa, in parte restaurata ed esposta, ha aggiunto dati importanti per la conoscenza della vita e della storia dell'antica Istituzione senese.
Il Santa Maria della Scala è tuttavia una miniera senza fine; "la Diana" ha da tempo individuato gallerie riempite, pozzi ancora da esplorare e col procedere dei lavori saranno approfondite e completate molte delle ricerche a suo tempo iniziate. A questo scopo si sta ricostituendo la squadra di lavoro, ovviamente aperta al contributo di tutti: chi volesse partecipare a questa affascinante avventura non ha che da mettersi in contatto con noi... a presto!

ACQUA, "ORO BLU" VIRTUALE
Il consumo idrico non si limita all'acqua che si beve

Chi non ha mai parlato con ironia della scoperta dell'acqua calda... nel 2008 è successo qualcosa di molto simile (ma in questo caso c'è poco da ridere) con la scoperta dell'acqua virtuale.
Per disattenzione forse, prima di ora era difficile immaginare l'acqua nascosta, riflettere cioè sul fatto che il consumo idrico non si limita all'acqua che si beve, quella con cui ci si lava e così via, ma anche a tutta quell'acqua necessaria alla produzione e al commercio di cibo e merci.
Qualche esempio? Per produrre un chilo di grano sono necessari 1000 litri d'acqua e poi via via, secondo la tabella che vedete in questa pagina, sino ad arrivare ad un chilo di caffè per cui sono necessari addirittura 20.000 litri di acqua: come dire che nascosti in una innocente tazzina di caffè ci sono ben 140 litri di acqua.
Reale o virtuale che sia, l'acqua, che ormai molti definiscono "l'oro blu" e persino "il nuovo petrolio", se ne va in quantità sempre più massicce e sempre più sproporzionate rispetto alle risorse idriche delle varie regioni del mondo.
E non è nient'affatto rassicurante che l'Italia sia più che altro un grosso importatore, il quinto al mondo, di acqua virtuale perché in materia di risorse idriche non esistono problemi lontani da noi.
Basti pensare alla vicinissima Spagna che mentre produce la frutta che noi poi importiamo (un prodotto "pesantissimo" quanto ad acqua virtuale) è costretta ad importare acqua potabile dalla Francia per non lasciare all'asciutto nientemeno che la ricca e fiorente Barcellona.
Perché parlarne su queste pagine? La nostra Associazione in ogni sua attività tende a "produrre" un risparmio di acqua: dalla cura dei bottini, che mira a rendere disponibile una forte quantità di acqua utile per gli usi meno "delicati", alla collaborazione con le scuole perché i bambini di oggi divengano adulti che sappiano saggiamente utilizzare un bene così fondamentale.
Insomma: dal lavoro materiale all'impegno culturale per noi tutto fa acqua... no, scusate, tutto fa brodo!

Da una lettera del ministro Tremonti al Corriere della Sera, settembre 2008
"A differenza del cibo, l'acqua sta diventando una risorsa scarsa, anche nei Paesi sviluppati.
Vi sono innumerevoli segnali. Ad esempio, quest'anno per la prima volta 18 milioni di californiani hanno dovuto subire un forte razionamento delle forniture idriche. Stiamo parlando della parte del mondo più ricca e più innovativa dal punto di vista tecnologico.
Ma tutto ciò evidentemente non è bastato.
Il progresso tecnologico potrà indubbiamente aiutare nel trovare nuove risorse idriche e, soprattutto, nell'usure più efficientemente quelle esistenti.
Ma il problema non è soltanto tecnologico o risolvibile solo con la scienza. È un problema anche politico, ed anche morale. "

ECCO IL "FONTANELLO"
Inaugurato a San Gimignano per bere acqua di qualità

Una fonte pubblica nel quartiere più popolato di San Gimignano per sensibilizzare i cittadini a ridurre gli sprechi.
È stata presentato lo scorso 15 Ottobre nel Palazzo Comunale del borgo turrito il Fontanello di Acqua ad Alta Qualità, realizzato da Acque SpA, il gestore del ciclo idrico integrato del Basso Valdarno, e dall'Amministrazione Comunale di San Gimignano con la collaborazione di Sienambiente e di Legambiente.
Il fontanello è stato inaugurato domenica 26 ottobre alle 12 in piazza Martiri della Libertà a Belvedere e per l'occasione sono state distribuite gratuitamente alla popolazione brocche e contenitori in vetro di varie dimensioni che potranno essere utilizzati per trasportare, conservare e consumare l'acqua del fontanello o quella del rubinetto.
"È un piccolo grande segnale di come gestire al meglio le risorse - ha detto Marco Lisi, sindaco di San Gimignano - e ridurre la produzione di plastica.
I consumi di acqua aumentano di anno in anno per questo bisogna sensibilizzare i cittadini a non sprecarla e a preferire quella del rubinetto a quella minerale".
L'investimento di Acque spa per la costruzione del fontanello è di 40 mila euro, 5-6 mila i costi di manutenzione di cui si occuperà il Comune di San Gimignano.
Notevole il risparmio che il fontanello apporterà alle famiglie di San Gimignano. Si stima infatti che la spesa annuale per l'acqua minerale degli abitanti del borgo turrito è pari a 275 mila euro. A poco più di 2mila euro ammonterebbe la spesa se le famiglie consumassero l'acqua del rubinetto.
"Il messaggio che vogliamo trasmettere - ha dichiarato Fausto Valtriani, presidente di Acque SpA - è che l'acqua del rubinetto ha tutte le garanzie di sicurezza.
L'acqua erogata dal fontanello è uguale a quella che arriva nelle case con la sola differenza che non è clorata ma filtrata con raggi ultravioletti".
"Se l'esperienza avrà successo - ha aggiunto Lisi - installeremo i fontanili anche negli altri quartieri. Il prossimo obiettivo è dotare le mense delle scuole di erogatori di acqua del rubinetto".
Lo scopo è quello di fornire un concreto servizio per i cittadini, sensibilizzare al corretto e consapevole utilizzo della risorsa idrica, ripristinare la cultura e l'abitudine ad utilizzare l'acqua distribuita dall'acquedotto, quella del rubinetto, come acqua da bere buona e sicura.
L'iniziativa ha anche il sostegno di Sienambiente, il gestore unico per la raccolta dei rifiuti della Provincia di Siena, che attraverso il presidente Lucia Coccheri ha auspicato che il progetto si estenda presto ai comuni limitrofi per la sua forte implicazione ambientale e per la notevole riduzione di plastica da smaltire.
Il fontanello di Belvedere è il primo realizzato in Valdelsa da Acque spa. Altri esempi di erogatori gratuiti di acqua potabile sono presenti a Empoli, Pescia e Capannoni.


In molti alberghi, in molti restaurants, in molti caffè e in altri locali del genere si continua invece sempre a propinare al pubblico l'equivoca acqua che stagna nei pozzi mal puliti nelle vecchie case di Siena: e ciò non tanto per costringere i non troppi frequenti avventori a ordinare le acque minerali in bottiglia, quanto e più per la ingenita nostra pigrizia senese e toscana di non darsi la pena di fare 20 passi per prendere l'acqua del Vivo dalla più prossima colonnetta di distribuzione.

La Vedetta Senese 10-11 giugno 1915

PARTE L’OPERAZIONE “AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI”

Vogliamo dare il via all'operazione "Aggiornamento dati anagrafici dei Soci". Vi preghiamo di ritagliare la scheda sotto e di inviarla alla Sede dell'Associazione, presso le Fonti di Pescaia.

CENA DEGLI AUGURI

Venerdì 5 dicembre 2008 tutti i Soci sono invitati alla CENA SOCIALE che si terrà al Campansi e sarà allietata dal Coro della Casa di Riposo diretto dall'amico Franco Baldi



CORSO BOTTINIERI

Riprendono i corsi per "Aspiranti Bottinieri" Tutti gli interessati sono pregati di prendere contatti con Francesca Preteni (366 3588181).


LE SPEDIZIONI ALLE FONTI DELL'ANTIPORTO E DELLA TORRE

Sabato 8 novembre 2008. Alcuni amici della contrada della Torre ci hanno chiesto di fare un sopralluogo nel tunnel che parte vicino alla loro Chiesa e va verso Pantaneto.
Era un vecchio rifugio usato durante la guerra, costituito da un corridoio di 120 metri cui si accede da Salicotto. Sul fondo, presimibilmente sotto Pantaneto, sono stati fatti i tentativi di intervento cui si riferiscono le foto.
Occorrerebbe liberare altri accessi (da Pantaneto) ora occlusi, e rimuovere tanta terra franata con il tempo...


Sabato 4 ottobre spedizione per vedere una fonte che si trova esattamente sotto lo Snack Bar all'antiporto di Camollia; la ricognizione è stata interessante ma ancora una volta abbiamo constatato che erano avvenute delle frane.
La Circoscrizione 5, che partecipava ai lavori, si è presa carico di avvertire il Comune per una eventuale messa in sicurezza del manufatto.
Non abbiamo trovato un ramo inesplorato di bottino ma abbiamo avuto la soddisfazione di contribuire a proteggere gli immobili circostanti.

COS'È' SUCCESSO ALLA FONTE DI FOLLONICA?
Una lettera di Sylvia Sestini riapre una vecchia ferita...

Gentile Direttore
ho avuto l'occasione di visitare le fonti di Follonica.
Ricordavo gli articoli sui giornali locali quando le fonti furono bonificate grazie anche all'intervento dell'Associazione La Diana ed ero curiosa di vedere, andandoci, quale tipo di fonte avrei trovato: "Saranno chiuse, come in generale sono le fonti di Siena?
Ci saranno dei vasconi sotto gli archi? Quante vasche?" e così mi avvicinavo.
Ma quale delusione! Si vede la parte alta della fonte, il resto è tutto sommerso da un'acqua sporca e melmosa. Non solo la fonte è coperta da erbacce, ma non si vede l'interno, che è tutto sotto l'acqua sporca. Intorno ci sono dei ponteggi ormai corrosi dalla ruggine, strumenti di lavoro abbandonati qua e là. Una desolazione!
L'accesso è anche pericoloso. Ma di chi è la responsabilità? Come mai, una volta ripulita, non è stata fatta la manutenzione della Fonte? A chi si può rivolgere?
Come mai non viene fatta una pressione sui giornali locali, così come fu fatta a suo tempo?
Ringrazio per l'attenzione, spero che sia possibile smuovere qualcosa e soprattutto qualcuno!

Silvia Sestini

LA STORIA DELL'INTERVENTO DE "LA DIANA" ALLE FONTI DI FOLLONICA

I lavori che portarono alla "riscoperta" delle Fonti di Follonica risalgono all'autunno del 2003 (vedi la ruspa in azione).
Le immagini che ritraggono "La Diana" al lavoro nell'interno delle Fonti sono del 2004, quando si cercavano risposte sulla struttura e sull'origine della grande quantità di acqua raccolta.
In seguito acqua e piccole ma continue frane hanno riportato la situazione al punto di partenza.

COS'È' SUCCESSO ALLA FONTE DI FOLLONICA?
Risponde il Vicesindaco Mauro Marzucchi

Per cercare di dare una risposta esauriente alla nostra socia, abbiamo interpellato l'Assessore ai Lavori Pubblici, e Vice Sindaco, Mauro Marzucchi che ci ha fornito la risposta data in occasione della seduta del Consiglio Comunale del 10 settembre 2008, nel corso del quale si è discussa la mozione sui lavori di restauro delle Fonti di Follonica, presentata il 5 maggio 2008 da alcuni Consiglieri dei Gruppi AN e FI Verso il Popolo della Libertà.
Il Vice Sindaco Marzucchi, dopo aver confermato che esistono stretti rapporti di collaborazione con la contrada del Leocorno, "che insiste fisicamente e prevalentemente in quell'area", e che già sta utilizzando una parte degli spazi verdi avuti in concessione e le grotte vicine alla sede di contrada, ha affermato che riguardo ai lavori in oggetto erano previste quattro fasi.
La prima riguardava "l'emersione delle fonti", la seconda il recupero delle grotte della contrada del Leocorno, la terza prevedeva di consolidare e "togliere il problema dell'acqua che sta affogando le fonti", la quarta la sistemazione definitiva del parco.
Marzucchi ha ufficializzato la conclusione delle prime due fasi, informando che la terza "dovrebbe iniziare tra la fine di quest'anno e l'inizio dell'anno prossimo... Il progetto è in fase di avanzata redazione...
È già stato finanziato dalla Fondazione". Marzucchi ha anche informato che il progetto è all'attenzione della Sovrintendenza. Terminata questa fase occorrerà finanziare il nuovo progetto della sistemazione della valle.
A quel momento occorrerà anche "individuare il modello della gestione" in particolare nei rapporti, oltre che con la contrada del Leocorno, anche "con le altre due che insistono nella valle, Giraffa e Nicchio", e con l'Università.
Nel prosieguo della discussione Marzucchi, pur preferendo non sbilanciarsi, ha ipotizzato in " tempo necessario per poter avere a disposizione lo spazio da gestire.
Al termine del dibattito i senti hanno approvato all'unanimità un ordine del giorno che, sottolineando come "gli interventi fino ad ora eseguiti per il drenaggio della struttura sono stati tutt'altro che efficaci" e che "le Fonti necessitano al più presto anche di un intervento di consolidamento delle strutture onde evitare ulteriore deterioramento", chiede che "vengano accelerate le tempistiche di recupero delle Fonti di Follonica".
È stato inoltre concordato che "entro quattro mesi l'assessore competente riferisca in Consiglio sullo stato e i tempi della progettazione e dei lavori dell'intera opera".

COS'È' SUCCESSO ALLA FONTE DI FOLLONICA?
Risponde il Priore del Leocorno

Gentilissimo Direttore, la lettera della Dottoressa Sestini mi da l'occasione di beneficiare dello spazio offerto dalla Vostra Testata per un contributo da parte della nostra Contrada.
La Contrada del Leocorno da, ormai, tanti anni porta avanti la richiesta del recupero completo delle Fonti di Follonica nei confronti dell 'Amministrazione Comunale.
Alcuni anni fa, dall'Università di Siena, fu elaborato un interessante progetto, accompagnato anche da un video, che mostrava quello che avrebbe potuto essere il recupero delle fonti e quale sarebbe stato, probabilmente, l'aspetto delle stesse, una volta svuotate dalla terra e ripristinato il percorso delle acque, anche esterno alle vasche.
Come purtroppo spesso accade nel Pubblico, la mancanza di fondi e quindi la necessità di effettuare interventi diluiti nel tempo, nel caso delle Fonti di Follonica, è risultata particolarmente dannosa: la terra nuovamente trasportata dalla vena d'acqua, non debitamente intercettata ed incanalata, ha riportato indietro nel tempo il manufatto.
Oggi, anche grazie ali 'attenzione dimostrata dal! 'Amministrazione Comunale e dall’ Assessore ai Lavori Pubblici Marzucchi, sembra possibile riprendere quel cammino di recupero e (speriamo) concluderlo positivamente.
I lavori dovrebbero riprendere nella primavera ed estrarre completamente le Fonti, incanalare la vena che le alimenta e, mi auguro, ricostruire il percorso anche esterno delle acque, in modo che le Fonti tornino ad essere, oltre che ben visibili, un punto di attrazione di quel parco che potrebbe essere realizzato nella Valle, una volta risolte le attuali problematiche di controllo e gestione degli accessi.
Ringraziando per lo spazio concessomi Vi porgo il saluto della Contrada del Leocorno.

Il Priore Lorenzo Sampieri

BARGAGLI PETRUCCI, PASSATO E PRESENTE PER GLI ACQUEDOTTI SENESI
di Luca Rinaldi

Una figura fondamentale all'interno de "La Diana" è sicuramente Benedetto Bargagli Petrucci, che sin dai primi anni di vita dell'associazione ha dato un contributo sostanziale alla realizzazione ed al proseguimento di molte iniziative.
La passione di Benedetto per il patrimonio idrico senese nasce da molto lontano e si inserisce in un quadro di continuità con l'impegno e la passione di suo nonno, Fabio Bargagli Petrucci, personaggio storico cittadino ed autore della prima opera organica dedicata a questo argomento: "Le fonti di Siena ed i suoi acquedotti".
La famiglia Bargagli Petrucci merita certamente una attenzione particolare da parte de "La Diana", ed è con questa consapevolezza che ho intervistato Benedetto a proposito del suo amore per Siena ed il suo sottosuolo.
Come nasce la tua passione per i bottini e le fonti senesi?
È una passione che viene da molto lontano... mio nonno, che purtroppo non ho avuto modo di conoscere, aveva grande considerazione di queste opere ed ha tramandato questo interesse a mio babbo. Ho visto sempre queste strutture come qualcosa di fondamentale da conservare nel tempo perché anche i posteri possano goderne.
Mi sono iscritto a "La Diana" nei primi anni di vita dell'associazione, e da allora ho trovato in essa un ulteriore campo di impegno del mio tempo libero.
Quale ruolo svolgi attualmente all'interno de "La Diana"?
Da diversi anni faccio da guida nel Bottino di Fonte Gaia per i gruppi di visitatori, inoltre mi prendo cura dell'area della Fonte delle Monache in Via delle Sperandie, aprendola alle visite e svolgendovi lavori di ordinaria manutenzione. In questo mi aiuta da sempre il mio amico Claudio Mugnaini, ovviamente socio anche lui.
La Fonte delle Monache ti sta particolarmente a cuore... Effettivamente è una struttura straordinaria, prima di tutt
o per l'alone di mistero che la circondava e per il fatto che l'abbiamo riscoperta e valorizzata noi de "La Diana", e poi perché si inserisce in un contesto vario e completo: presenta la struttura di una classica fonte senese ma è interamente sotterranea, ed è posizionata all'interno di una delle "valli verdi" dentro le mura per cui è circondata da un bellissimo prato e dagli orti. Un posto ideale per racchiudere in sé molti aspetti della bellezza senese.
La figura di tuo nonno Fabio è particolarmente importante nella storia di Siena, vuoi parlarci un po' di lui?
Impossibile in così poco spazio parlare della sua vita, data la molteplicità dei suoi interessi e delle sue opere, cercherò tuttavia di evidenziarne alcune tra le maggiori: Mio nonno fu sindaco di Siena per due anni, poi Podestà per 10, dal 1926 al 1936. Ha vissuto in un periodo particolare della storia della nostra città, ed è riuscito ad ammodernarne alcuni aspetti pur nel rispetto e nella conservazione del passato.
Ha fatto costruire i quartieri di Ravacciano e Valli e risanato il quartiere di Salicotto; ha creato la nuova stazione ferroviaria ed il tratto Siena - Buonconvento - Monte Antico; ha costruito il nuovo stadio nel podere "Rastrello", ed ha aumentato la portata dell'acquedotto del Vivo distribuendola nelle zone rurali.
Inoltre ha difeso sempre l'autonomia decisionale di Siena dalle ingerenze del potere di Roma, che all'epoca era molto forte e presente.
Cosa lo spinse a scrivere "Le fonti di Siena ed i suoi acquedotti"?
L'opera fu scritta ben prima che Fabio si dedicasse ad impegni politici ed istituzionali, e venne precorsa da alcune sue brevi pubblicazioni per lo più mai messe in vendita.
La sua grande passione per lo studio, e per Siena in particolare, lo spinsero ad approfondire la conoscenza e la divulgazione di quello che, ai primi del'900, era ancora l'unico acquedotto cittadino.
Fin dal 1894, quando aveva 19 anni, iniziò a raccogliere la vasta documentazione che poi utilizzò nella sua opera pubblicata nel 1905.
Il problema secolare della ricerca dell'acqua spinse mio nonno ad analizzare in maniera capillare questo problema, che si riacutizzava purtroppo anche durante il periodo dei suoi studi. Da ciò che ha fatto, ha scritto, e mi è stato raccontato di lui, Fabio aveva la caratteristica di capire come si sarebbero sviluppate nel futuro alcune dinamiche sociali ed urbanistiche della nostra città, ed è nell'ottica di tramandare ai posteri la conoscenza di questo straordinario patrimonio che ha scritto "Le fonti di Siena ei suoi acquedotti".
Quale segno credi che abbia lasciato il suo testo?
Credo che l'opera abbia svolto e svolga bene il suo compito, offrendo a diverse generazioni di senesi il modo di conoscere, apprezzare e valorizzare questo straordinario patrimonio idrico, architettonico e storico.
Proprio nel rispetto di questa indicazione lasciata da mio nonno si muovono l'associazione "La Diana" ed il mio personale impegno, affinché oggi ed in futuro Siena possa ancora godere di questi splendidi acquedotti lasciatici da secoli di lavoro dei nostri avi.

I numeri arretrati