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Il Gorello parlante


Anno 2 / Numero 3 - Gli articoli di questo numero:

"LA DIANA" E LA FONTE DEI TUFI
Inizia il progetto per il recupero ed il ripristino
"FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE...
L'elenco delle attività svolte dalla nostra Associazione
FONTEBRANDA
Riceviamo e pubblichiamo
PERCHE' L'ACQUA DEI BOTTINI VIENE UTILIZZATA POCO?
Risponde in Consiglio Comunale l'Assessore Fiorenzani
PARTE L'OPERAZIONE "AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI"
FESTA ALLA FONTE DELLE MONACHE
CORSO BOTTINIERI
LA MOSTRA SULL'ACQUEDOTTO DEL VIVOGiacomo Luchini intervista Laura Vigni
"...L'ACQUA DEL VIVO UN SOGNO SARA' ! "
Da una mascherata allegorica del carnevale 1896
BRICIOLE DI CRONACA DAL PASSATO
ALTRI GORELLI
I "waalweg" dell'Alto Adige
ASPIRANTI BOTTINIERI AVANTI !!!!!!
Finalmente inizia il corso di formazione
OK LA MOSTRA "A RITROVAR LA DIANA"
Notevole successo di presenze e di partecipazione
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"LA DIANA" E LA FONTE DEI TUFI
Inizia il progetto per il recupero ed il ripristino

Nei prossimi mesi cominceremo un nuovo lavoro che ci terrà occupati per molto tempo: il recupero della Fonte dei Tufi, ubicata nel terreno adiacente a palazzo Caccialupi, ed il ripristino e ripulitura del suo bottino.
E' prevista anche la realizzazione di un camminamento per arrivare alla fonte stessa.
Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione dell'A.S.P. Città di Siena proprietaria del palazzo e del fondo ove è ubicata la fonte, del Comune che è proprietario di tutti i bottini e naturalmente della Fondazione M.P.S. che con la solita disponibilità ha approvato il progetto concedendoci un buon contributo.

I lavori si svolgeranno su tre direttrici: prima la ripulitura dei 220 metri del cunicolo che porta l'acqua alla fonte che sarà realizzata a mano ed a-vrà bisogno di più braccia possibili (per cui lasciate perdere palestre e simili e venite a tonificarvi i muscoli qui!!!); ci sarà comunque l'ausilio di piccoli attrezzi e di una idropulitrice ad alta pressione. Seguirà poi il restauro della fonte il cui interno è decorato con pietre stondate e piccole conchiglie che sarà realizzato mediante impacchi, incollaggi e ripristini eseguiti da persone qualificate sotto l'egida della Sovrintendenza; il nostro intervento sarà di mera manovalanza.
Infine, ma questo probabilmente slitterà al 2010, la messa in sicurezza della zona adiacente e la ripulitura della vasca ottagonale esterna.
Uno degli aspetti principali di questo progetto è quello che prevede il recupero di tutta l'acqua sotterranea di stillicidio integrata dall'acqua piovana grazie ai pluviali dei tetti che la convoglieranno nel pozzo presente lungo il bottino. Naturalmente, oltre ad alimentare la fonte, l'acqua servirà ad irrigare i prati ed i giardini circostanti.
Avvertiremo quando sarà possibile iniziare i lavori, ma cominciate subito a prenotarvi telefonando al cellulare dell'Associazione o comunque ai membri del Consiglio.
Vi aspetto numerosi.

Il Presidente

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE...
L'elenco delle attività svolte dalla nostra Associazione

Tra le varie attività svolte da "La Diana", una delle più importanti, anche perché chiaramente evidenziate nel nostro statuto, è quella della salvaguardia e tutela dei Bottini.
Compito non facile perché non riguarda soltanto le eventuali azioni di manutenzione da fare all'interno dei cunicoli medievali, ma presuppone un attento e costante monitoraggio dei pericoli che questi corrono per azioni esterne che possono danneggiarli, talvolta, in maniera irreparabile.
Visto che questo delicato monitoraggio viene svolto quasi senza grande visibilità e clamore, come abitudine e stile della nostra associazione, e spesso resta ignoto agli stessi soci, riteniamo opportuno ripercorrere brevemente due o tre casi che abbiamo dovuto affrontare lo scorso anno.
Un primo intervento è stato necessario relativamente al tratto di Bottini che si trova a Montarioso.
Il progetto di costruzione di una Residenza Turistico Abitativa autorizzato in questa località vedeva il nucleo principale dell'edificio sorgere proprio sopra i cunicoli medievali della zona senza che fosse stata preso alcun accorgimento per salvaguardarne l'integrità.
Siamo intervenuti direttamente con il Comune di Monteriggioni, abbiamo segnalato il caso, fornito documentazione della quale il Comune era privo ed alla fine ottenuto che il progetto prevedesse una variante in grado di tutelare il tracciato del Bottino e, soprattutto, un "occhio" dello stesso che si trovava proprio al centro della nuova struttura edilizia.
Sempre nel territorio di Monteriggioni siamo intervenuti nella zona retrostante il cimitero di Uopini dove un'impresa di Colle stava costruendo un complesso per residenza studentesca. In questo caso siamo stati contattati dai responsabili della stessa società che, a lavori 1 già ampiamente inoltrati, hanno avuto per fortuna il dubbio che nell'area dove stavano per intervenire con pali di cemento e azioni di consolidamento ci fosse "qualcosa".
Abbiamo immediatamente provveduto a portare i tecnici della ditta nel tratto di Bottino che passava proprio sotto il nucleo abitativo e grazie a questa visita e ai dati raccolti sono state adottate le precauzioni necessarie per non danneggiare i Bottini e salvare un vecchio pozzo, non di grande importanza storica, ma ormai struttura da tutelare.
Di maggiore impatto e importanza l'azione svolta nei confronti del Comune di Siena la cui Giunta aveva deliberato la possibilità di aprire un nuovo ramo di bottino all'interno di quello di Fontenuova, sfruttando un contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena per non meglio individuate finalità scientifiche e per offrire la possibilità ad eventuali visitatori di uscire in via Nino Bixio, senza dover fare qualche centinaio di metri in più per tornare al punto di ingresso.
In questo caso, visto l'impatto disastroso che la cosa avrebbe avuto sul Bottino in questione e l'enorme oltraggio al nostro patrimonio storico che ciò avrebbe comportato, la preoccupazione è stata notevole e i contatti con gli organi di governo della città ripetuti. Alla fine i nostri amministratori, che sicuramente non avevano ben realizzato quale sarebbe stato il danno arrecato agli storici acquedotti senesi, si sono resi conto della gravità della decisione e, non senza difficoltà anche di ordine burocratico, hanno firmato una nuova delibera che annullava la prima, dirottando i finanziamenti su azioni conservative di cui la struttura ha sicuramente bisogno e sui quali vigileremo con attenzione.
Altri interventi sono stati necessari in occasione dei lavori che hanno riguardato la costruzione dei nuovi blocchi abitativi nella zona viale Sciavo - Palazzetto Mens Sana. I bottini, in questo caso, sono stati danneggiati in un paio di punti, fortunatamente non in maniera gravissima, ma grazie alle nostre segnalazioni l'impresa, su input del Comune, è intervenuta ed ha ripristinato la situazione originaria.
Importante, a nostro avviso, anche una visita-perlustrazione effettuata ad una vecchia fonte che si trova sotto la struttura dello Snack bar che, stando alla segnalazione di una giustamente preoccupata abitante della zona, poteva correre il rischio di trovarsi in pieno nella direttrice della nuova scala mobile che congiungerà la zona Antiporto con la stazione ferroviaria.
Riusciti a raggiungere la fonte, ormai isolata da tempo e bloccata da uno strato di terra, abbiamo purtroppo appurato che la stessa era stata interessata dal crollo di una notevole quantità di arenaria caduta dall'alto che l'aveva irrimediabilmente danneggiata.
Ci siamo però fortemente preoccupati perché il materiale crollato sembra provenire proprio dalla parte sottostante la zona occupata dal pubblico esercizio citato con grave rischio di stabilità.
Non possedendo le necessarie conoscenze professionali abbiamo denunciato la cosa all'autorità comunale, tramite la Circoscrizione 5 che era al corrente del problema ed aveva richiesto il nostro intervento, che a sua volta ha girato agli uffici competenti le nostre perplessità.
A distanza di alcuni mesi non abbiamo però avuto alcuna notizia di sopraluoghi fatti dai tecnici comunali che ci permettiamo di sollecitare, nel caso non fossero realmente avvenuti, per la tranquillità e sicurezza della cittadinanza, specialmente in considerazione del forte impatto che i lavori di scavo che verranno compiuti per la costruzione della scala mobile avranno sulla zona, con le inevitabili sollecitazioni che interesseranno la struttura in oggetto.
Come si vede casi di non poca importanza, nei quali abbiamo trovato fortunatamente quasi sempre l'interessamento e la sensibilità di amministratori e tecnici, ma che ci portano a non abbassare assolutamente la guardia.
Attualmente stiamo monitorando un paio di situazioni, e in una siamo già intervenuti, e sarà nostra cura relazionare i soci e gli amici a conclusione, speriamo felice, delle relative vicende. Per fare ciò, però, abbiamo bisogno della sensibilità e della collaborazione di tutti.
Per tale motivo rivolgiamo un accorato e caloroso invito a segnalarci immediatamente qualsiasi cosa colpisca la vostra attenzione per permetterci, prima che il danno sia fatto, di agire presso le competenti autorità.
Meglio preoccuparsi, e poi scoprire di essere stati eccessivamente diligenti, che far finta di nulla ed essere complici di nuovi sconci ai danni della nostra città.

FONTEBRANDA
Riceviamo e pubblichiamo

E'passato quasi un secolo dalla note di giornale (N.d.R.: vedi sotto) e le Fonti rimangono bellissime.
Anzi, la parte superiore è stata arricchita con altalene e giochi di bambini a dimostrazione che chi si preoccupa della salute dei monumenti crea fastidi e fa spesso del terrorismo.
Detto questo sorge spontanea la domanda: ma la bellezza e l'importanza di Fontebranda non avrebbero meritato e non meriterebbero più rispetto?

Lettera firmata

BRICIOLE DI CRONACA DAL PASSATO

"Fontebranda trovasi attualmente in uno stato migliore delle altre (fonti) ma è antiestetico e pericoloso che nella parte superiore vi si lasci un alto strato di terra coltivato ad ortaggio.
Il filtrare delle acque piovane e delle acque di irrigazione provocano senza dubbio un lento ma sicuro corrodimento che porterà alla rovina dei mirabili archi di ottavo di sesto acuto come il franamento del 1802 portò la rovina di altri tre archi di intiero sesto acuto pregevolissimi per essere i più antichi che di tal sesto si conoscessero".
(Dovere socialista 6 febbraio 1915)

Per il restauro e ripulitura delle facciate: il comune dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio negli edifizi municipali.
Per esempio la facciata dei pubblici macelli, quella dei pubblici lavatoi in Fontèbranda trovansi in uno stato tutt'altro che decente (...) la generazione presente forse non lo rammenterà, ma pure in illo tempore quali e quante discussioni si fecero nel nostro comune sulla necessità di togliere l'orto sovrastante alla Fontèbranda, che di certo non contribuisce alla conservazione di quel monumento
{Gazzetta di Siena 2 giugno 1901)

Chi vorrà negare che tra i più belli antichi ed ammirati monumenti in Siena si annoveri la Fonte Branda?
Ebbene nessuno ancora ha pensato né pensa a rimuovere mediante espropriazione l'orto pensile sovrastante alle volte ed archi gotici stupendi di quella fonte, costruita nel 1193, dove l'Arte della Lana fece convergere e scaturire le acque raccolte mediante stillicidi e provenienti da quell'opera del pari monumentale dei così detti Bottini.
Ma non c'è da meravigliarsene. Non si è neppure trovato il tempo per restaurare il parapetto, che cade a pezzi, di quella fonte; e neppure di rifare la lapide marmorea nell'interno della fonte, che ricorda il costruttore e l'epoca della costruzione in eleganti distici latini del secolo XII!
{Lettera alia Gazzetta di Siena, 20 ottobre 1907)

PERCHE' L'ACQUA DEI BOTTINI VIENE UTILIZZATA POCO?
Risponde in Consiglio Comunale l'Assessore Fiorenzani

Il consumo di acqua per il lavaggio di Piazza del Campo in occasione di ogni Palio è di 144 me prelevati da pubblico Acquedotto; il consumo acqua per lavaggio strade (media giornaliera) è di 25 me circa prelevata dal pozzo presente presso l'Autoparco comunale di Pescaia, da cui parte l'autobotte piena di acqua attinta al suddetto pozzo.
Ma poi non si può fare la processione degli autobotte né si può attendere "l'anda e rianda" dell'autobotte al e dal pozzo suddetto.
Per ripulire dopo il Palio il lastricato di Piazza, c'è urgenza di flusso idrico continuo e dunque si è costretti ad attingere dall'Acquedotto pubblico. Non è inoltre possibile effettuare la pulizia di Piazza del Campo, sempre dopo il Palio, in quanto nei Bottini non vi sono prese compatibili con le autobotti (l'acqua non è in pressione) ed inoltre la portata estiva non è minimamente sufficiente allo scopo.
Dal Bottino di Fontebranda (pozzo all'ex Campino di S.Prospero) già si attinge e si accumula nel serbatoio posto nel bastione S. Filippo. Questa è l'acqua dei Bottini che si usa per l'innaffiamento del Parco della Rimembranza e dei viali della Fortezza Medicea.
Mentre deve essere effettuato l'allacciamento (già predisposto) anche per l'irrigazione dei Giardini della Lizza ( deve essere fatto però uno scavo e l'attraversamento per raggiungere l'area).
Per l'irrigazione degli altri giardini ed il lavaggio delle strade si fa ricorso, nei limiti del possibile, alla sorgente interna all'Autoparco comunale che serve anche per la pulizia dei mezzi addetti allo spazzamento.
Si tenga presente che la portata dei Bottini è condizionata dal fattore meteorologico stagionale.
Ad esempio il Bottino di Fontebranda in inverno porta 5 litri/secondo e in estata di solito scende a 2 litri/secondo.
Così anche nei Bottini, se non piove o soprattutto se in autunno-inverno è nevicato, si verificheranno poi in estate situazioni di carenza d'acqua.
Dunque con stagione siccitosa c'è, come detto, circa meno della metà d'acqua disponibile dai Bottini.
Non si può garantire quindi abbondante e regolare erogazione e dato che non è certa e costante la portata ne appaiono precario l'uso "industriale" e non produttive le spese di investimento.
Si tenga inoltre presente che l'acqua dei Bottini è assai dura perché calcarea, tanto che comporta molta manutenzione sia all'Amministrazione Comunale per la sgrumatura dei gorelli (l'acqua del Bottino di Fontebranda è la più calcarea) che ai privati attingitori, ai quali necessita sempre di manutenzione e sgrumatura dei loro canali e delle loro pompe.
Come è noto questa Amministrazione promuove ogni più diffusa pratica di uso duale dell'acqua: quella da bere e quella da raccogliere anche dai tetti per gli altri usi.
Faccio presente che molti ortolani per così dire di fatto sfrattati dall'area di proprietà FFSS per la costruzione della strada fiume, non attingeranno più dai Bottini e pertanto a fine anno usciranno dai nostri ruoli di relativo pagamento (ora sono 69 ma si prevede che scenderanno di circa 20 unità).
Inoltre chi non è proprietario del terreno o non ha regolare contratto d'affitto non potrà più allacciarsi all'acqua dei Bottini.
Dai Bottini si prende acqua per il Campo scuola "Renzo Corsi" di viale Avignone ed è disponibile anche per gli usi del Rastrello. Qui l'impianto è già fatto con due cisterne di accumulo, complete anche delle pompe e del cavo elettrico.
Gli accordi (ormai del 2004) prevedevano che l'AC Siena si sarebbe allacciata alla presa idraulica e al quadro elettrico.
Va detto che nel frattempo (l'AC Siena) aveva lamentato l'estrema durezza dell'acqua per questo innaffiamento, che a oggi non risulta ancora attivo. Annot che da sorgente si può attingere a S. Miniato. L'impianto è già ultimato, benché il campo sportivo sia dotato di prato artificiale e quindi non necessiti di innaffiamento.
Quest'acqua è idonea, però, ad essere utilizzata per le docce. La società sportiva dovrebbe fare richiesta all'USL. Per la ripulitura delle strade, come chiedono gli interroganti, e comunque per il loro lavaggio, si usa unicamente l'acqua attinta dal pozzo del nostro Autoparco e non dai Bottini né dall'Acquedotto civico.
In merito alle ordinanze restrittive sui consumi in carenza idrica, faccio presente che sono (state) emettibili fino al 31/12/2008, fino a quando cioè entrerà (è entrato) in vigore il regolamento n.29/R di attuazione della Legge regionale n. 81/95, legge prescrittiva dell'uso della risorsa idrica. Ricordo che pertanto anche nel 2008 il Comune ha emesso ordinanza sindacale in data 7 luglio contenente disposizioni limitative per il consumo di acqua potabile.
Infatti si possono innaffiare orti e giardini soltanto dalle ore 22 alle 24 ma -haime (sic)- non vi nascondo che c'è probabile - si fa per dire - elusione oraria della norma, anche con l'accumulo di acqua in vasche, bidoni scoperti ecc. che fra l'altro come noto sono ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare che vi depongono le uova con la conseguente infestazione di queste aree e non solo.
Non esistono, è ovvio, Vigili Urbani in numero sufficiente (né li potremo avere mai) per sorvegliare sistematicamente tutti coloro che innaffiano. Mi auguro comunque che la regolamentazione e quindi l'attuazione della ricordata Legge regionale combatta efficacemente questo andazzo pseudortolano estremamente dannoso per la salute e che comunque procura sicuro e diffuso fastidio ai cittadini".


PARTE L’OPERAZIONE “AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI”

Vogliamo dare il via all'operazione "Aggiornamento dati anagrafici dei Soci". Vi preghiamo di ritagliare la scheda sotto e di inviarla alla Sede dell'Associazione, presso le Fonti di Pescaia.

FESTA ALLA FONTE DELLE MONACHE

Domenica 21 Giugno 2009
Tutti i Soci sono invitati alla FESTA DE "LA DIANA" che si terrà alla Fonte delle Monache con merenda alle 18,30 e arcobaleno poetico-musicale con Franco Baldi, Silvano Carletti, Paola Lambardi, e tanti artisti senesi


CORSO BOTTINIERI

Riprendono i corsi per "Aspiranti Bottinieri"
Tutti gli interessati sono pregati di prendere contatti con
Francesca Preteni (366 3588181)


LA MOSTRA SULL'ACQUEDOTTO DEL VIVO
Giacomo Luchini intervista Laura Vigni

Ha chiuso i battenti da qualche mese la mostra "Viva l'acqua del Vivo", allestita dal Comune di Siena presso i Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico e dedicata all'omonimo acquedotto che, a partire dagli inizi del XX secolo, andò progressivamente a sostituirsi ai cunicoli medievali dei bottini.
Cerchiamo, allora, di tracciare un bilancio conclusivo con Laura Vigni, direttrice dell'Archivio Storico del Comune e curatrice dell'esposizione.
Quanto tempo hanno richiesto l'ideazione dell'evento e la sua messa in atto?
«Abbiamo incominciato a pensare ad un'iniziativa simile a partire dai primi mesi del 2008. Sono state organizzate varie riunioni con gli enti che potevano essere interessati a partecipare ed è stato invitato a Siena il professor Guercio dell'Università di Roma, massimo conoscitore dell'ingegner Luciano Conti, progettista dell'acquedotto. Per esperienza diretta abbiamo ritenuto l'attivazione di collaborazioni esterne un valido metodo per valorizzare al meglio le competenze di ciascuno.
Inizialmente l'idea era di inaugurare la mostra entro la fine del 2008, ma l'impegno si è presto rivelato maggiore del previsto».
Quali sorprese ha riservato l'allestimento?
«Davvero tante. In un primo momento credevamo di porre l'accento semplicemente sul fatto che un secolo fa ebbe inizio il superamento e la sostituzione della rete idrica dei bottini. In realtà ci siamo imbattuti in un progetto
avveniristico e in un personaggio come il Conti, capace di offrire un contributo decisivo alla storia dell'idraulica e alla fondazione del dipartimento dedicato a questo ramo dell'ingegneria dell'Università di Roma».
Che tipo di difficoltà avete incontrato?
«A livello organizzativo non è stato affatto semplice. Abbiamo dovuto sostenere una mole di lavoro impressionante. Tutto il personale del mio ufficio si è dedicato anima e corpo all'iniziativa.
Un grazie particolare lo vorrei rivolgere a Claudio Bartalozzi e Filippo Pozzi, due archivisti che hanno saputo reinventarsi allestitori di mostre, e a Ferruccio Bruni. Senza di loro non sarebbe stato possibile raggiungere un risultato simile».
Dove finirà il materiale esposto?
«Niente verrà accantonato all'interno di magazzini. Alla Facoltà di Ingegneria di Roma saranno restituiti i tre plastici realizzati per l'occasione. Vista l'appassionata collaborazione del Comune di Castiglione d'Orcia è nata anche l'idea di creare un piccolo museo dell'acquedotto al Vivo, nei locali della ex scuola elementare.
Per la realizzazione di tale struttura doneremo più che volentieri i disegni della condotta, il modellino del serbatoio di Vico Alto e quello del ponte sull'Orda, oltre ad una parte delle gigantografie che erano esposte ai Magazzini del Sale. L'inaugurazione dovrebbe avere luogo il 2 maggio, quando al Vivo si terrà un'appendice della mostra senese».
Quale è stata la risposta del pubblico?
«Superiore ad ogni aspettativa. Sono state effettuate molte visite guidate ed abbiamo riscontrato un entusiasmo davvero sorprendente.
Anche il video prodotto dai volontari de La Diana, Ermanno Vigni e Ferdinando Capecchi, in quanto prolungamento e completamento ideale del percorso espositivo, ha riscosso un notevole apprezzamento, soprattutto da parte delle scuole.
Il successo è stato tale da spingerci a realizzare un catalogo fotografico della mostra, in modo da lasciarne una traccia indelebile ben documentata».

"...L'ACQUA DEL VIVO UN SOGNO SARA'!"
Da una mascherata allegorica del carnevale 1896

Venendo dal villaggio
abbiam portato un saggio
dell'acqua salutare
che non ci fa ammalare.

Signori garbatissimi,
venite tutti qua che l'acqua ormai
promessa, dal Vivo vi si dà.

Siam venuti espressamente
per salvar tutta la gente ed il
tifo sparirà or che l'acqua è
giunta qua.

Signori accorrete,
le mani battete. Il
tifo partì, venendo
noi qui.

Per soddisfare l'onore,
per acquistare potere fu
di pretesto l'acqua,
quindi dobbiamo bere

Evviva l'acqua che ci fa bene
ma è vano attender ciò che
non viene

Prossimo è il giorno che
l'acqua avrete, fra un mezzo
secolo voi la berrete

Se in questo tempo voi
non l'avrete certo di
tifo tutti morrete.

Ora che i biffatori
laportica hanno in mano,
ora che gli ingegneri
misuran il monte e il piano

perché ve la ridete?

perché dringhete dringhete drà,
l'acqua del Vivo un sogno sarà.

BRICIOLE DI CRONACA DAL PASSATO

Vari abitanti della via Giovanni Duprè, mi scrivono: Quella fontanina posta nel vicolo della Fonte, se è di una comodità incontestabile per il nostro rione, non si può negare peraltro che venne eseguita con ben poco giudizio.
Infatti per chi abbia occasione di passare di qui, come potrebbe accadere all'onorevole nostro Sindaco che abita proprio a due passi dalla Fonte stessa, si può convincere del grave inconveniente per l'acqua che la piccola nicchia è impotente a riceveve e la riversa e allaga tutta la strada con grande incomodo pubblico e anche con qualche pericolo, specialmente nella stagione invernale.
Se si potesse in qualche modo riparare a questo inconveniente, noi crediamo che ci guadagnerebbe anche il decoro della città.
(La Lupa, 23 marzo 1878)

Le lavandaie di Porta Ovile protestano. Queste misere lavoratrici tanto utili anzi necessarie alla società -più utili e necessarie certamente di tutte quelle orgogliose contesse e baronesse del mondo non buone ad altro che a sporcare biancheria e rosicchiare pasticcini- queste laboriose lavandaie si lamentano e con molta ragione che le acque delle Fonti di Ovile sono inservibili alla nettezza degli indumenti perché vengono rinnovate appena ogni otto giorni e di conseguenza luride, pestilenziali e grasse da tagliarsi col coltello, come suol dirsi.
Le lavandaie reclamano dal Comune una tettoia in muratura ed un po' di nettezza, anche per due volte a settimana.... e la pretesa non è davvero esagerata, povere donne.
Ma voi siete troppo umili, troppo in miseria, troppo in cenci perché il vostro lamento possa giungere sino a lorsignori... state tranquille non otterrete nulla se non per mezzo del curato.
Oggi comanda lui!
(Siena Nuova, 22 luglio 1905)

ALTRI GORELLI
i "waalweg" dell'Alto Adige

Immaginate di trovarvi a passeggiare su facili sentieri di montagna: pendenze moderate, scenari da cartolina e a fianco... uno spumeggian te gorello a cielo aperto.
Utopia? No! Vi trovate in Alto Adige e più precisamente nella conca di Merano alla confluenza delle valli Passiria e Venosta.
La conformazione orografica della conca di Merano, chiusa a nord dalle Alpi di Tessa, impedisce alle perturbazioni di scaricare le preziose piogge sugli assolati pendii del fondovalle determinando un microclima fra i più aridi dell'intero arco alpino e paragonabile a quello di alcune zone della Sicilia.
Eppure queste valli sono famose da secoli anche per le loro coltivazioni, soprattutto frutteti, che richiedono notevoli quantità di acqua per le irrigazioni. Come è stato possibile?
Come hanno fatto i montanari, che fin dal medioevo sono riusciti a portare l'acqua sui dolci pendii della Val Venosta, a rendere possibile la coltivazione delle mele famose in tutta Europa?
L'idea è stata un po' quella dei bottini: creare un "waal" (gorello) sui fianchi delle montagne che, intercettando l'acqua dei torrenti originati dalla fusione dei ghiacciai in alta quota, la convogliasse dove era necessario sfruttando le minime pendenze del terreno.
Dunque se il "waal" è il gorello allora il "waaler", custode dei canali, era il bottiniere. Il waaler aveva il compito di mantenere efficienti i canali regolando il flusso dell'acqua ed eseguendo i necessari lavori di manutenzione.
A tale scopo furono creati a fianco dei waal dei sentieri che hanno preso il nome di "waalweg". Analogie con i bottini quindi, anche se ricavare un piccolo canale a cielo aperto seguendo la conformazione naturale del terreno è cosa ben diversa dallo scavare un bottino sotterraneo!
Comunque i waalweg meritano di essere conosciuti per l'importanza storica che rivestono e per la possibilità di percorrerli ancora oggi in ambienti meravigliosi.
Nella zona di Merano si contano oggi una cinquantina di waalweg, la I maggior parte dei quali ancora funzionanti. Nei secoli scorsi il loro nu-| mero era molto superiore e fino al 1939 ne esistevano 235.
I più antichi J risalgono al XIII secolo mentre l'ultimo fu costruito in Val Venosta nel 1873 fra Laces e Castelbello. La loro lunghezza varia da 2 a 12 chilometri, sono scavati nei terreni argillosi, più raramente nella roccia viva e talvolta vengono I integrati con tronchi di larice a grondaia detti kandeln".
Un ingegnoso sistema di chiuse controllato dai waaler permetteva la giusta distribuzione dell'acqua alle frazioni o ai singoli masi secondo le norme di un apposito statuto: il "waalordnung".
Con la trasformazione del fondovalle meranese in un unico grande meleto, l'antico sistema di irrigazione montano ha perso in gran parte il proprio scopo funzionale.
Adesso è necessario spruzzare l'acqua con sistemi più moderni affinché sia garantita l'irrigazione costante dei molti ettari a frutteto.
I waalweg sono così diventati dei facili e panoramici sentieri turistici che possono essere percorsi in qualunque stagione dell'anno.

ASPIRANTI BOTTINIERI AVANTI !!!!!!
Finalmente inizia il corso di formazione

Dopo gli annunci che preparavano l'evento ora è arrivato il momento dell'ufficializzazione: si dà inizio al corso di formazione per aspiranti bottinieri.
Nel mese di marzo, infatti, il Centro Servizi Volontariato Toscana (CESVOT) ha approvato il progetto di formazione "I LUOGHI STORICI DELL'ACQUA. Corso di formazione per accompagnatori volontari", che era stato presentato da La Diana alla fine del 2008, e così stiamo programmando tutte le attività per i prossimi mesi.
Appena saremo pronti verrete informati nei dettagli, ma già da ora possiamo anticiparvi che il programma prevede incontri "in aula", nei quali fare tutti gli approfondimenti storici, tecnici e di metodologia dell'accompagnamento (attenzioni, sicurezze, ecc.) e "incontri sul campo", vale a dire visite guidate a vari bottini, dove i partecipanti - sotto la guida di personale esperto - potranno imparare dal vivo come si fa ad accompagnare delle persone nel sottosuolo.
Chiaramente siamo alla ricerca di persone che sono appassionate di questi splendidi manufatti medievali, ma vogliamo anche che siano persone che aderiscono all'iniziativa con il proposito poi di portare il loro fattivo contributo alle attività dell'associazione.
Ci sono molti campi in cui le potenzialità de LA DIANA possono essere maggiormente espresse, ma questo richiede evidentemente di poter contare su una più ampia base di persone informate e motivate, per cui ci auguriamo che l'esperienza interessante ed affascinante che questo corso darà ai partecipanti sia l'occasione per avere nuovi e numerosi volontari bottinieri.
Parlatene anche con vostri amici e conoscenti e tenetevi pronti, a breve si apriranno le iscrizioni, anche attraverso comunicati stampa e avrete a disposizione tutti i particolari.
Per facilitarci nelle valutazioni, comunque, sarebbe utile che comunicaste all'associazione eventuali disponibilità - a mezzo e-mail ( info@ladianasiena.it ) o telefonicamente ( 336.3588181 ) - e verrete ricontattati al momento giusto.

Francesco Rinaldi

CAMPAGNA TESSERAMENTO

Per mettersi in regola con la tessera del 2009, per chi non lo avesse ancora
fatto, si ricorda che è possibile fare un bonifico bancario presso la

BANCA MONTERIGGIONI
Cod. IRAN IT 48 R 08673 71880 000000102228

oppure presso un ufficio postale Cod. IBAN IT 37 A 07601 14200 000092385830

ATTENZIONE: il conto postale è nuovo, non adoperate il vecchio!

L'importo è sempre lo stesso...da anni: 15 Euro

OK LA MOSTRA "A RITROVAR LA DIANA"
Notevole successo di presenze e di partecipazione

L'ottava edizione della mostra 'A ritrovar la Diana' ha riscosso un notevole successo di presenze ed una partecipazione attiva da parte delle scuole intervenute.
L'esposizione è stata inaugurata venerdì 29 maggio scorso all'interno della Sala della Lupe di Palazzo Pubblico, gremita da quasi 300 bambini di elementari e medie inferiori di Siena e provincia, ammesse a prendere parte al progetto promosso dalla nostra associazione, in accordo con il Comune ed il Provveditorato agli Studi.
Nell'occasione, oltre al presidente Piero Ligabue e al sottoscritto, è intervenuto l'Assessore all'Ambiente Silvia Lazzeroni.
Protagonisti assoluti della manifestazione sono stati, però, bambini e bambine, esibitisi nella lettura di poesie, filastrocche, brevi racconti e presentazioni multimediali.
La Diana, tra l'altro, ha pensato di omaggiare tutti i giovani partecipanti, regalando loro un'apposita tessera di socio junior dell'associazione. Come ogni anno la mostra ha rappresentato l'atto conclusivo del progetto che ha visto i nostri volontari prima recarsi nelle varie classi per una lezione introduttiva e poi guidare le scuole alla scoperta di un tratto del Bottino Maestro di Fonte Gaia.
Un modo per far conoscere più da vicino il passato della nostra città e far apprezzare un inestimabile patrimonio come quello degli acquedotti medievali senesi, sensibilizzando nel contempo i ragazzi ad un responsabile utilizzo di una risorsa preziosa come l'acqua.

I lavori realizzati dai bambini (cartelloni, plastici, libri, giornalini...) hanno fatto bella mostra di sé nel Cortile del Podestà per l'intera giornata di venerdì 29 e durante la mattina di sabato 30 maggio, riscuotendo l'apprezzamento dei numerosi passanti, turisti compresi, che spesso si fermavano ad osservarli incuriositi.
Un grazie di cuore va a tutti i soci, soprattutto le giovani guide, che con il loro aiuto hanno reso possibile la realizzazione dell'attività con le scuole per il 2008/2009.
Giusto il tempo di un po' di meritato riposo e da settembre ricominceremo, sperando di essere ancora più numerosi.

Giacomo Luchini
Responsabile del Settore Scuole

I numeri arretrati