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Il Gorello parlante


Anno 2 / Numero 5 - Gli articoli di questo numero:

"IL 2009 È STATO UN ANNO ECCEZIONALE!"
Il Presidente fa il punto sulle tante attività svolte
TRENTASETTE NUOVI... BOTTINIERI... SOCI... AMICI
Si è chiuso il corso di formazione per volontari bottinieri
NUOVO LOOK PER IL NOSTRO SITO INTERNET
Anteprima sul lavoro di Carlo Guerrini
IL MERCATINO DELLA DIANA
CONTINUA L'OPERAZIONE
"AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI"
UN ANNO SENZA PIETRO...
Quanto ci manchi!
IL RECUPERO DELLA FONTE DEI TUFI
LE FONTI NELLA "VALLE BERARDI"
CAMPAGNA DI TESSERAMENTO
SUCCESSO DEL PROGETTO "SIENA E L'ACQUA"
Notevole risposta di presenze e di partecipazione
VISITA ALLA MOSTRA DI FEDERICO BAROCCI
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"IL 2009 E' STATO UN ANNO ECCEZIONALE!"
Il Presidente fa il punto sulle tante attività svolte

I1 2009 sta finendo ma sarà ricordato da tutti noi come un anno eccezionale per quanto abbiamo fatto! Senza peccare di falsa modestia possiamo dire di essere veramente soddisfatti.
Per la prima volta nella nostra storia abbiamo un bel cartello, al cancello di Palazzo Caccialupi a Porta Tufi per i lavori alia fonte ed al relativo bottino, che accomuna il nostra marchio a quello della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Infatti la Fondazione ha creduto nel nostra progetto ed ha finanziato i lavori che non termineranno quest'anno, ma andranno ancora avanti; tanto e vera che per il 2010 e stato approvato un ulteriore finanziamento.
II 20 novembre abbiamo consegnato ben 38 diplomi ai partecipanti al corso per aspiranti bottinieri iniziato nel mese di giugno. Anche in questo caso la nostra iniziativa ha trovato uno sponsor, infatti il corso è stato finanziato dal CESVOT.
Abbiamo contribuito all'allestimento del Museo dell'Acqua seguendo costantemente tutte le riprese sia dello Studio Azzurro di Milano che della Mizar di Roma.
Naturalmente non abbiamo trascurato di segnalare al Comune piu e piu volte tutto ciò che potrebbe nuocere ai bottini, primo fra tutti il distributore che sta nascendo sulla strada fiume.
Infine mi piace ricordare la sala delle Lupe letteralmente gremita di ragazzi per l'evento finale del lavoro che ogni anno facciamo con le scuole.
Nella speranza, ma è una certezza, che anche il prossimo anno ci vedrà tutti impegnati per portare sempre avanti il nome della nostra amata Associazione, auguro a tutti un sereno Natale ed un meraviglioso anno nuovo.

Piero Ligabue

TRENTASETTE NUOVI... BOTTINIERI... SOCI... AMICI
Si è chiuso il corso di formazione per volontari bottinieri

Nella mattinata di sabato 21 novembre si è svolta la cerimonia di chiusura del corso di formazione per accompagnatori volontari "I LUOGHI STORICI DELL'ACQUA", che la nostra associazione ha organizzato insieme al CESVOT ed alla Circoscrizione 5 del Comune di Siena.
A questo evento avevamo già dedicato un numero speciale de "Gorello Parlante", ora ci sembra interessante offrire a tutti i soci, anche a quelli che non hanno potuto partecipare all'atto finale del corso, qualche notizia sulla mattinata ed i risultati raggiunti.
Innanzitutto la sede dell''evento sono stati i bellissimi locali del Museo Archeologico del Santa Maria della Scala, che sono stati concessi all'associazione per le sue attività istituzionali grazie ancora una volta alla sensibilità degli amministratori del complesso museale ed all'infaticabile ed appassionata opera del nostro socio "infiltrato" Enzo Cortonesi.
La sala era completamente gremita dai corsisti, che in alcuni casi avevano portato anche amici e familiari, ed i lavori hanno avuto inizio alle 9,30, con il discorso di apertura del Presidente Pietro Ligabue che, dopo aver delineato la genesi del corso, ha sottolineato la fiducia che "La Diana" ripone nel coinvolgimento nei lavori dell'associazione di tanti nuovi soci, che hanno seguito le attività previste con passione ed impegno.
Hanno poi preso la parola l'Assessore all'Ambiente e Decentramento del Comune di Siena Silvia Lazzeroni, l'Assessore provinciale all'Ambiente, Energia e Cooperazione Internazionale Gabriele Berni ed il nostro oramai socio ad honorem Giacomo Paoli, presidente della Circoscrizione 5, che hanno espresso forte apprezzamento per 1'attività svolta da "La Diana" e sottolineato la grande attenzione che le istituzioni rivolgono ai vari programmi in cui e impegnata la nostra associazione.
Sono stati portati anche i saluti di Fiorenza Anatrini, membro della Deputazione della Fondazione Monte dei Paschi designato dalle associazioni di volontariato, e di Giuseppe Famiglietti, Segretario della Delegazione di Siena del CESVOT, che non erano potuti intervenire in quanto impegnati in un altro convegno.
E' venuto poi il momento dell'intervento di Francesco Rinaldi che, in qualità di referente del progetto, ha fatto un'analisi quali/quantitativa del corso, che brevemente, a memoria futura, riportiamo:

- durata del corso 32 ore, delle quali 8 in incontri d'aula di due ore ciascuno e 24 suddivise in sei incontri "sul campo";
- partecipanti al corso CESVOT n. 24, partecipanti al corso parallelo n.13;
- percentuale media complessiva di partecipazione alle attività 84%, con molte presenze individuali del 100%.

Sono stati presi in esame anche i questionari di fine corso compilati dai partecipanti e ne è emersa evidente la grande soddisfazione di tutti per come il corso e stato organizzato, la validità della didattica, sia d'aula che sul campo, e... il fascino che questi antichi manufatti hanno trasmesso a tutti.
L'impegno è stato forte, sia per gli organizzatori che i partecipanti, ma la nota che ha contraddistinto docenti e vecchi e nuovi soci ' de "La Diana" e stata quella di una grande volontà di salvaguardare e valorizzare questo inestimabile patrimonio che la nostra comunità ha saputo realizzare e gestire per secoli, e che non deve andare assolutamente disperso.
A conclusione dei vari interventi, sono stati consegnati dalle autorità intervenute e dal nostra Presidente gli attestati di riconoscimento fra gli applausi di tutti i presenti e lo sbaluginio dei flash di Guerrini e Agnesoni, che immortalavano tutti i neo bottinieri nel momento di ricevere gli attestati.
Da una parte si è visto Barbara Gelli, la brava coordinatrice del corso, tirare un sospiro di sollievo: dopo mesi di email, telefonate e grattacapi vari, finalmente poteva "staccare la spina".
Un abbondante coffee break ha consentito di passare alla seconda parte della mattinata, nella quale gli intervenuti, divisi in gruppi sono stati portati a visitare l'antico "carnaio" dell'Ospedale, la splendida fonte lavatoia rinvenuta nelle viscere del S. Maria della Scala ed il pozzo del rotone.
Ancora una volta Enzo Cortonesi ha dato prova della sua grande passione, impegnandosi in un tour de force di oltre due ore durante le quali ha accompagnato le persone negli stretti cunicoli che conducono al suggestivo pozzo interno dell'Ospedale riscoperto dai soci de "La Diana" una decina di anni fa.
Verso le una gli ultimi irriducibili sono usciti dai meandri del Santa Maria soddisfatti di ciò che avevano vissuto e consapevoli che l'Associazione ha ora una nuova grande forza da mettere in campo, che verrà subito verificata nella determinazione che ognuno metterà nel contribuire ad assolvere in maniera concreta le numerose iniziative che sono in programmazione per il prossimo anno.

Francesco Rinaldi

NUOVO LOOK PER IL NOSTRO SITO INTERNET
Anteprima sul lavoro di Carlo Guerrini


Nei numeri precedenti avevamo lanciato l'idea di un "mercatino dei soci", una pagina dove poter scambiare o vendere particolari oggetti che non servono più, ma che possono avere un certo interesse (magari di tipo collezionistico) per altri.
Riteniamo interessante allargare questo tipo di attività (come se fossimo un Cral) offrendo anche la possibilità di presentare offerte a prezzi convenienti per gli amici de "La Diana ".
Soci, e simpatizzanti della nostra Associazione che ricevono il giornalino, potranno cosi inviarci le loro offerte ed acquistare (se interessati) a condizioni vantaggiose quanto di volta in volta proposte.

Esce in questo mese l'ultimo lavoro di Luca Luchini "Siena 19441946. Una difficile rinascita", secondo volume della collana "Siena 19401950".
Dopo la prima pubblicazione, edita lo scorso anno, "Siena 1940 1944. II dramma della guerra e la liberazione", in questo lavoro si analizzano gli eventi che caratterizzarono la vita di Siena negli ardui anni dell'immediato dopoguerra: le fasi della ricostruzione, i difficili rapporti con gli alleati, il dramma dei reduci, l'aumento dei prezzi, il mercato nero, la prima ripresa delle attività economiche, la ricerca delle responsabilità dei fascisti (inizio della fase epurativa e primi processi), le difficoltà quotidiane di una vita non facile ed altri interessanti aspetti di un periodo ancora poco approfondito.
II libro in oggetto, 256 pagine, con 176 foto (molte delle quali inedite) della Siena del tempo, prezzo di copertina 40,00 euro, può essere acquistato con lo sconto del 30% offerto ai maggiori Cral cittadini, a 28.00 euro. Chi fosse interessato può contattare l'autore, tel. 335 8283469

Per i collezionisti di stampe abbiamo un'allettante proposta: un nostro socio mette in vendita 50 copie originali delle piante dei Bottini tratte dal libro "Le Fonti di Siena e i loro Acquedotti" di Bargagli Petrucci ed altre 50 (sempre originali) di una pianta degli acquedotti senesi. Per ulteriori informazioni e per l'acquisto potete telefonare a Benedetto al numero 338 1100772 all'ora di cena.

I patiti del vecchio "vinile" potranno acquistare cofanetti delle opere più note da Verdi a Puccini, da Donizzettia Leoncavallo e molti altri ancora. I dischi sono tutti degli anni dal '50 al '70. Sono disponibili anche molti 33 giri singoli di grandi sinfonie. Gli interessati potranno telefonare a Piero al 335 5466389.

Vendesi chitarra dodici corde marca YAMAHA nuovissima praticamente mai usata. Telefonare a Duccio (340 0841574)


CONTINUA L'OPERAZIONE "AGGIORNAMENTO DATI ANAGRAFICI DEI SOCI"

Continua l'operazione "Aggiornamento dati anagrafici dei Soci".
Vi preghiamo di ritagliare la scheda sotto e di inviarla alla Sede dell'Associazione, presso le Fonti di Pescaia.

UN ANNO SENZA PIETRO...
Quanto ci manchi!

Pietro Gittarelli ci ha lasciato alla fine del 2008.
Era uno degli "uomini forti" de "La Diana". Sempre in prima linea quando occorreva fare qualche nuova spedizione alla ricerca delle affascinanti origini della nostra città, non esitava ad entrare in qualsiasi pertugio (più stretto era, più si divertiva!) e a calarsi nei meandri più profondi.
Allo stesso modo è entrato nei nostri cuori... e ci resterà sempre...

IL RECUPERO DELLA FONTE DEI TUFI
Di Riccardo Cannoni

RELAZIONE STORICA

Quella che oggi viene descritta come "Residenza Caccialupi", assunse questo nome solo nel 1902, quando l'immobile, ubicato quasi accanto a Porta Tufi, ed i terreni circostanti di sua pertinenza, furono acquistati da Amalia Caccialupi ed Enrichetta Chierici, quali rappresentanti delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, per farne la "Casa di lavoro per Sordomute adulte", come testimonia chiaramente lo stemma, composto da due gigli separati da una fascia, che si trova sul portone d'ingresso dell'immobile che guarda Via Mattioli, al numero 15.
L'immobile fu fatto costruire con ogni probabilità dai Guglielmi, un'importante famiglia senese, che era "Del Monte del Popolo" e la cui storia e legata per secoli a quella della città. Al riguardo, una delle prime indicazioni storiche si riferisce a Franco di Guglielmo, che nel 1386 fa parte del Concistoro della Repubblica, mentre il personaggio più autorevole della famiglia fu certamente Alessandro Guglielmi, che nel 1543 ricopri il ruolo di commissario in Maremma per le fortificazioni contro le incursioni dei pirati turchi e nel 1555 fu uno degli oratori che la Rcpubblica invio a Firenze per trattare la capitolazione di Siena. L'edificio, della cui architettura originale e rimasto ben poco , specie dopo i vari rifacimenti che l'hanno interessata per tutto il '900, con ogni probabilità risale alla fine del '500, in un periodo che vide la costruzione anche di un'altra grande dimora della famiglia Guglielmi, ubicata nel Casato di Sopra.
In quei tempi, uno degli elementi fondamentali che accompagnava la costruzione di nuovi insediamenti abitativi era quello di assicurarsi un approvvigionamento idrico e, come accadde per altre realtà cittadine, le soluzioni adottate erano essenzialmente quattro: recupero di acque piovane in cisterne, fonti pubbliche, allacciamento ai bottini comunali o, come nel nostra caso, costruzione di un bottino privato.
II complesso, essendo circondato da un'ampia area verde degradante verso il fondo della Valle di Porta Giustizia, offri le caratteristiche geomorfologiche adatte alla costruzione di un bottino autonomo che assicurasse un costante approvvigionamento di acqua.
Infatti, partendo dalla zona della casa (probabilmente per intercettare una vena che e stata deviata dalla costruzione del nuovo complesso universitario), fu costruito un piccolo reticolo di bottini, composto da un ramo principale di circa 120 metri di lunghezza e due "influenti" laterali di circa 50 metri ciascuno, che hanno fornito per secoli l'acqua sufficiente a soddisfare le esigenze idriche sia civili che agricole.
In particolare, il bottino principale, dopo avere raccolto l'acqua fornita dagli altri due rami, termina in una grotta nella quale si trova un ninfeo con una vasca che, attraverso un sistema di trabocchi del "troppo pieno", va ad alimentare una grande cisterna ottagonale posta una decina di metri fuori dalla grotta e, sempre per trabocco, vengono poi alimentate altre tre piccole cisterne circostanti.
Insomma, un complesso sistema di raccolta ed utilizzo delle acque, frutto dell'ingegnosità e della necessità di fruire appieno di questo elemento essenziale per la vita.

RELAZIONE GENERALE DELL'INTERVENTO

Grazie al prezioso intervento della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, e stato possibile ripristinare il bottino della fonte dei Tufi (o meglio detta "Fonte Gugliemi", dal nome della famiglia che commissiono l'opera). L'impresa che ha effettuato i lavori si è ritrovata il gravoso onere di dover smaltire quasi trenta metri cubi, tra fango e detriti, che l'incuria e l'abbandono avevano depositato nel corso dei decenni dentro al cunicolo.
Per agevolarsi nelle operazioni di scavo, l'impresa ha costruito una microferrovia "artigianale, suggestiva perche rievoca antiche immagini di cave e miniere. II bottino della fonte è autonomo e indipendente dalla rete dei bottini presenti nella zona. Si sviluppa per una lunghezza di circa 220 ml., comprese alcune diramazioni laterali.
II cunicolo, interamente scavato nell'arenaria e in alcuni tratti rivestito in laterizio, e direttamente collegato al pozzo, profondo circa 18,00 ml e completamente rivestito in mattoni, che si trova nella corte interna del fabbricato principale e che, in passato, serviva a raccogliere l'acqua piovana grazie ai pluviali dei tetti che vi convergevano all'interno.
Uno degli aspetti principali del presente progetto e quello che prevede il recupero di tutta l'acqua piovana e di tutta quella sotterranea di stillicidio del bottino medioevale, con un sistema di condotte che, grazie anche al pozzo profondo presente nella corte interna, permetterà di non disperdere neanche una goccia d'acqua.
II recupero dell'acqua alimenterà la fonte interna, mentre quella di tracimazione confluirà nei piccoli fontini esterni e successivamente anche nella grande vasca ottagonale. Tutta l'acqua sarà impiegata per scopi irrigui nelle zone circostanti.
Nei prossimi mesi sarà ripristinato anche il gorello e saranno avviati i lavori di impermeabilizzazione della fonte vera e propria. Questa è scavata interamente nell'arenaria e rivestita da una grande quantità di nicchie fossili, di sassi di varie dimensioni e addirittura da elementi provenienti da scarti di fonderia.
II tutto e sapientemente fissato alle pareti e al soffitto in modo da comporre un'armoniosa quinta scenica con elementi che rimandano allo stemma con il Giglio della famiglia Guglielmi, vasi, anfore e ricorsi con cornici di varie dimensioni e spessori.
All'interno della fonte e presente una nicchia che, probabilmente in tempi remoti, conteneva un'immagine sacra, oggi non più presente.
Allo stato attuale, lo stato di conservazione in cui si trova la fonte appare alquanto compromesso. La situazione più critica si evidenzia al suo interno, in particolare sulle pareti e sull'intradosso della volta, dove e presente un notevole degrado delle malte e degli elementi decorativi, dovuto ad infiltrazioni di acqua di stillicidio che, con il tempo, hanno portato alla formazione di calcare che si è depositato su tutta la superficie della volta e delle pareti, favorendo la crescita di infestazione biologica di muschi e licheni.
Tenendo conto di tali considerazioni, prima di effettuare l'intervento di restauro definitivo dell'interno del manufatto, sarà opportuno prevedere la rimozione di una porzione di terreno sovrastante, al fine di alleggerire anche strutturalmente la volta, ma soprattutto per creare un sistema di drenaggio, aerazione, impermeabilizzazione e canalizzazione delle acque meteoriche.
Successivamente a tale intervento, inizieranno le opere di restauro artistico e architettonico, grazie a ditte specializzate, che procederanno con puliture superficiali, eliminazione del calcare, impacchi profondi, consolidamenti, stuccature, fissaggi e protezione finale. Tutto questo sarà possibile solo se, nei prossimi anni, avremo ancora il finanziamento da parte della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena.
Un ulteriore finanziamento permetterà di realizzare le opere stabilite nei progetto della sistemazione a verde. E' prevista la realizzazione di un camminamento con pendenze agevoli, che sfrutta 1'attuale declivio naturale del terreno, per consentire l'accesso delle persone dall'ingresso su via Fontanella, fino alla zona antistante la fonte, mentre particolare cura sarà dedicata alla posa in opera di una serie di strutture di protezione nei punti di maggiore pericolo, "compatibili" con l'ambiente, quali recinzioni in rete verde e siepe ad alto fusto e steccati in legno di pino naturale trattato, ad elementi verticali e diagonali. Nel perimetro della grande vasca ottagonale esterna sarà posta in opera una ringhiera di protezione, in acciaio zincato e verniciato. Nella zona a verde, e lungo tutto il camminamento, saranno installate una serie di panchine e pannelli didattici in alluminio.
Al termine di tutti i lavori di restauro, all'interno della nuova struttura ricettiva per anziani "G. Caccialupi", saranno installati una serie di pannelli in alluminio per illustrare il lavoro svolto, con informazioni, disegni e fotografie, relativi al patrimonio legato alla storia dell'acqua e alle sue strutture recuperate dal degrado del tempo.

LE FONTI NELLA "VALLE BERARDI"
Di Enzo Mecacci

In questo numero pubblichiamo la prima parte di un interessante articolo di Enzo Mecacci, stilato con la consueta rigorosità scientifica che lo contraddistingue, sulla Valle sottostante 1'Orto Botanico.
Successivamente, visto che la fonte di cui si parla e stata oggetto di un non facile intervento da parte de "La Diana ", ricorderemo quanta fatto alcuni anni fa, ricorrendo direttamente alla memoria di chi fu impegnato in "prima linea" in questa complicata operazione. Visto che i lavori di recupero non erano stati del tutto conclusi, e che nelle ultime riunioni da parte di alcuni soci era stato sollecitato un nuovo intervento, potrebbe essere I'occasione per inserirlo nei programmi futuri.

Agli inizi degli anni '90 del secolo scorso ho effettuato una serie di ricerche e di perlustrazioni nella valle situata fra Porta Tufi e Porta S. Marco, delimitata ad est da via Pier Andrea Mattioli (in precedenza indicata come via della Castellaccia di Sant'Agata) e ad ovest da via delle Sperandie, per cercare di chiarire la distribuzione delle fonti in quella porzione di città, perche la situazione che si poteva ricostruire dai documentari e dalle piante era poco chiara, se non in alcuni casi addirittura contraddittoria.

IL VERSANTE ORIENTALE

Nel crinale est della vallata, quello cui si accede scendendo dalla via Pier Andrea Mattioli, non viene individuata alcuna fonte nella Pianta dimostrativa della città di Siena con le antiche denominazioni delle vie indicante le fonti i pozzi e i vari ingrandimenti della cinta muraria, nella Pianta degli Acquedotti (Bottini) della città di Siena, che sono poste a conclusione del vol. I della fondamentale opera di Fabio Bargagli Petrucci (1), mentre in una pianta delle difese di Siena (2), realizzata, per evidenti motivi di spionaggio militare, dall'ingegnere fiorentino Giovanni Battista Belluzzi nel 1554, comprendente anche il tracciato dei bottini e la posizione delle fonti della città, ve ne troviamo una contraddistinta dal nome di [F]onte nell'horto del Guglielmo (3).
II Bargagli Petrucci, per la verità, trova nella documentazione da lui consultata, senza individuarla in loco, una Fonte al Pino, che doveva trovarsi nei pressi dell'attuale Orto Botanico, justa locum qui ad Circulos vocatur (via delle Cerchia chiude a nord questa valle (4); una collocazione, quindi, che parrebbe corrispondere a quella in cui il Belluzzi poneva la fonte citata di sopra.
Nei due più antichi Statuti conservatici del Comune di Siena, quello del 1231, del quale c'è rimasto solo un frammento nel manoscritto H IV 13 della Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena (5), e quello del 1262 (6), si trova citata una Fonte in Valle Berardi (7), la cui ubicazione Fabio Bargagli Petrucci dice di non aver individuato (8); le indicazioni statutarie, però, non lasciano adito a dubbi, visto che si parla di unus fons in Valle Berardi subtus abbatiam porte arcus (9): si tratta sempre della stessa fonte, per la quale abbiamo ora una localizzazione precisa; infatti, l'Abbazia di Porta all'Arco e il Convento dei Camaldolesi di S. Mustiola (o della Rosa), oggi sede dell'Accademia dei Fisiocritici, ed i campi sottostanti sono quelli occupati dall'Orto Botanico. A questo punto abbiamo appurato che la vallata di cui ci stiamo occupando, quella che il Belluzzi indicava come horto del Guglielmo, era indicata un tempo con il nome di Valle Berardi e che la relativa fonte, corrispondente a quella che il Bargagli Petrucci chiamava al Pino, e la Fonte dell'Orto Botanico. Dopo questa analisi, realizzata attraverso la documentazione, ho voluto fare un sopralluogo, per vedere come si presentasse tale fonte, della cui sussistenza ero confortato dal volume di Alberto Fiorini, che non ne dava una descrizione, ma la localizzava presso il fondovalle, addossata ad una scarpata (10).
La fonte, non visibile dall'alto, in quanto coperta dalla macchia, si presentava in uno stato di penoso abbandono: le due arcate che la aprono sui lati nord ed ovest erano ingabbiate da tubi Innocenti e tamponate nella parte superiore per evitarne il crollo.
La prima vasca si trovava all'interno della struttura, ma era ormai scomparsa, poiché aveva perduto il muretto che doveva chiuderla verso nord, e tutto lo spazio era ridotto ad un acquitrino pieno di erbacce, mentre la seconda, esterna, si presentava con un grande galleggiante a regolarvi l'afflusso dell'acqua, come un qualunque deposito, perche veniva usata dai soprastanti Istituti Chimici dell'Università tramite un'autoclave posizionata in un casotto sulla destra, probabilmente servito in passato per ricoverarvi gli attrezzi agricoli. Ad un attento esame di questo spazio si nota che ha un'antica pavimentazione in mattoni e che ai lati restano tracce di un muro che ne chiudeva la parte anteriore: si trattava di un'altra vasca, nella quale l'acqua affluiva da una bocca in pietra posta al centro della parete tergale. Dell'identificazione della fonte e del suo degrado avevo successivamente accennato in due paginette pubblicate su «I1 Carroccio» (11).
Sarà stato casuale, ma poco dopo l'uscita dell'articolo sono iniziati i lavori di restauro della struttura, che ha ora riacquistato un aspetto decoroso, rivelandosi, se non grandiosa ed imponente come altre fonti senesi, assai elegante nella sua semplicità; oggi e visibile anche dall'alto, perche c stata liberata dai rovi che la ricoprivano.
Un'altra scoperta interessante, fatta nella ricognizione in questa parte della vallata, e stata il ritrovamento a poca distanza dalla fonte, nel viottolo che passa al di sopra di essa e sale in direzione sud, di una vasca ipogea, scavata nell'arenaria della collina, alla quale si accede, scendendo alcuni scalini, da una piccola apertura nascosta dalla vegetazione e rafforzata da una volticina in mattoni.
Questa vasca, coperta anch'essa da due volte in laterizio ortogonali fra di loro, ha una forma ad "L"; un braccio si apre a destra, mentre l'altro, più lungo, e posizionato di fronte all'accesso ed in fondo a questo si trova il bottino. Addentrandosi in quest'ultimo si scopre che, anziché risalire, come sembrava logico, a destra verso la sommità della collina, piega quasi subito a sinistra ed ha un andamento in discesa, fino a congiungersi a "T" con il bottino della Fonte al Pino; questo fatto evidenziava che non ci si trovava di fronte un fontino, ma ad una vasca di raccolta, che contribuiva all'alimentazione dell'altra fonte, innestandosi nella parte terminate del suo bottino.
Per concludere, si deve ricordare che tutto il bottino della Fonte dell'Orto Botanico fu esplorato il 14 novembre 1982 dai membri dell'Associazione Speleologica Senese, che effettuarono i rilievi e stesero una dettagliata relazione, che venne poi anche sintetizzata in un articolo apparso sul quotidiano "La Nazione" il successivo 22 dicembre (12).

(Continua)

[1] F. Bargagli Petrucci, Lc fonti di Siena e i loro acquedotti, Siena, Periccioli, 1974 (rist. di Le fonti di Siena e i loro aquedotti: note storiche dalle origini fino al 1555, Siena (Lazzeri), Firenze, Roma, Olschki, 1906).
[2] Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena, S I 8. disegno n° 357; cfr. N. Adams, D. Lambcrini, S. Pepper, Un discgno di spionaggio cinquecentesco. Giovanni Battista Belluzzi e il rilievo delle difese di Siena ai tempi dell'assedio, in «Mitteilungen des Kunsthistorischcn Institutes in Florenz», XXXII (1988), Heft 3, pp. 558579.
[3] Lo stesso toponimo si trova anche in una "memoria" fiorentina inendita, pubblicata da Daniela Lambcrini (D. Lamberini, Bottini e fonti di Siena in una "memoria" fiorentina incdita del Cinqueccnto, in D. Balcstracci, D. Lambcrini, M. Civai, I bottini medievali di Siena, Siena, Cassa Rurale ed Artigiana di Sovicille Comune di Siena, 1992, pp. 131151), ove a p. 141 si legge: "Fra sperandio c porta tufi c un'altra fincstra appresso a terra ... per la quale esce l'acqua che fa la vallata di sperandio, et l'orto del guglielmo". La Lamberini a corredo del proprio saggio ripubblica a p. 134 la pianta del Belluzzi.
[4] F. Bargagli Petrucci, Lc fonti cit., I, pp. 318319.
[5] Trascritto nel mio Un frammento palinsesto del pii.1 antico costituto del Comune di Siena, in Antica legislazione della Repubblica di Siena, a cura di Mario Ascheri, Siena, II Leccio, 1993 («Documcnti di Storia» 7), pp. 67119.
[6] Archivio di Stato di Siena, Statuti di Siena 2. pubblicato da L. Zdekauer, II Costituto del Comune di Siena dell'anno 1262, Milano, Hoepli, 1897.
[7] Ne avevo dato notizia nell'articolo «Et faciam fieri unum fontem in Valle Berardi...», «Bullettino Senese di Storia Patria» IC (1992), pp. 228231 .IC (1992), pp. se di Storia Patraile Berardi ...che il Bargagli Petrucci chiamava omc di Vallc BVcrardi
[8] F. Bargagli Petrucci, Le fonti cit., I, p. 181.
[9] L. Zdekauer, II Costituto cit., p. 343 (Distinctio III, 226).
[10] A. Fiorini, Siena. Immagini, testimonialize c miti nei toponimi della citta, Siena, Cassa Rurale ed Artigiana di Sovicille, 1991, p. 277.
[11] E. Mecacci. Tre nomi per una fonte. «II Carroccio di Siena» IX, 46, lugltoagosto 1993, pp. 4445.
[12] Un'analisi piu particolareggiata della Fonte al Pino e delle sue vicende, contenente anche una sintesi della relazione dell'Associazione Speleologica Senese, si trova nel mio articolo Precisazioni su alcune fonti senesi, «Bulleltino Senese di Storia Patria» CI (1994), pp. 233242.

CAMPAGNA TESSERAMENTO

Per mettersi in regola con la tessera del 2009, per chi non lo avesse ancora
fatto, si ricorda che è possibile fare un bonifico bancario presso la

BANCA MONTERIGGIONI
Cod. IRAN IT 48 R 08673 71880 000000102228

oppure presso un ufficio postale Cod. IBAN IT 37 A 07601 14200 000092385830

ATTENZIONE: il conto postale è nuovo, non adoperate il vecchio!

L'importo è sempre lo stesso...da anni: 15 Euro

SUCCESSO DEL PROGETTO "SIENA E L'ACQUA"
Notevole risposta di presenze e di partecipazione

II progetto 'Siena e l'acqua', promosso dall'Associazione La Diana, ha riscosso anche quest'anno l'entusiastica adesione di elementari e medie inferiori del nostro territorio.
La volontà di permettere ad un numero sempre maggiore di ragazzi di conoscere ed apprezzare l'inestimabile patrimonio idrico storico dei Bottini ci ha spinto negli ultimi tempi ad allargare il nostro raggio d'azione, coinvolgendo non soltanto scuole di Siena, ma anche della provincia, nonostante lo sforzo organizzativo che ciò comporta.
Si è da poco completata la prima fase, con la selezione delle scuole ammesse a prendere parte all’iniziativa. Nonostante gli anni scorsi ci fossimo imposti un limite di 15 classi, abbiamo deciso di accogliere tutte le 18 domande pervenute entro i termini fissati, convinti che la sensibilizzazione dei giovani sia un'opportunità da non lasciarsi assolutamente sfuggire.
A partire dal 2010 avrà inizio la fase operativa, prima con gli interventi in aula e poi con la visita ad un tratto del Bottino Maestro di Fonte Gaia, che culminerà con l'allestimento della mostra 'A ritrovar La Diana' nel mese di maggio.
La recente conclusione del corso Cesvot e l'interesse dimostrato da molti di coloro che lo hanno frequentato per l'attività con le scuole, ci consentirà di immettere forze fresche al fianco delle guide già attive.
Anche a Sovicille, Rosia, Monticiano, Monteriggioni e Buonconvento, grazie all'attività svolta da La Diana, ragazzi e ragazze di età, estrazione sociale e, visti i tempi che corrono, nazionalità e religione diverse saranno accomunati dalla conoscenza di un aspetto meno noto della storia di Siena e messi di fronte all’importante tematica della salvaguardia di quella preziosa risorsa chiamata acqua

Giacomo Luchini

VISITA ALLA MOSTRA DI FEDERICO BAROCCI

La mattina di sabato 9 gennaio 2010, "La Diana" organizza una visita guidata alla mostra "Federico Barocci (15351612).
L'incanto del colore. Una lezione per due secoli", dedicata al genio di uno dei maestri la cui fama in Italia, Spagna, Boemia, Baviera e nelle Fiandre fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.
Il professor Alberto Cornice ci guiderà, con la consueta sapienza e professionalità, alla scoperta di 34 opere'del maestro urbinate in esposizione, provenienti dai musei di Londra, Parigi, Vienna, Roma, Napoli, Firenze, Perugia, Urbino e da altri importanti centri come Senigallia e Assisi.
Tra i capolavori che sara possibile ammirare, spiccano alcune opere di esaltante bellezza restaurate per l'occasione, come la Deposizione del Duomo di Perugia e il Perdono di Assisi dalla chiesa di San Francesco a Urbino.
Un'ampia parte della mostra e dedicata a quegli artisti che in varia misura e in vario modo, con fedele adesione o con maggiore autonomia, hanno trovato in Barocci una fonte di ispirazione.
Una particolare sezione e dedicata ai pittori senesi Francesco Vanni, Ventura Salimbeni, Alessandro Casolari e Rutilio Manetti. I dettagli della mattinata verranno comunicati in seguito via mail.

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