“Associazione per la tutela e la salvaguardia dei Bottini, delle Fonti monumentali e di tutto il patrimonio storico, culturale ed architettonico legato alle Acque di Siena”

Il Gorello parlante


Anno 6 / Numero 1 - Gli articoli di questo numero:

BENEDETTO 2013!
Siamo a metà del nostro 19° anno di vita… tiriamo le somme!
FONTI / 1
Una passeggiata "fotografica"
TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA...
La storia di una nuova avventura de “La Diana”
LA DIANA A ROMA !!!
Ancora una volta nei sotterranei della città eterna...
I BAMBINI, I VISITATORI PIU’ DIFFICILI
Gli angosciosi ricordi di un volenteroso bottiniere
“LA DIANA” E LE SCUOLE SENESI
Tutti promossi… tranne il Commissario!
IL MISTERO DELLA FONTE CACCIALUPI
Pierluigi Olla ci presenta una interessante ricerca storica
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BENEDETTO 2013!
Siamo a metà del nostro 19° anno di vita… tiriamo le somme!

E’ trascorsa questa prima metà del 2013, anno infausto per la nostra bella città, e ci accingiamo, dopo la pausa estiva, a riprendere le nostre attività. Le visite ai Bottini, salvo alcune eccezioni, sono state effettuate con la solita cadenza settimanale mentre per quel che riguarda il Museo dell’Acqua le presenze sono aumentate molto, specialmente per le scuole, associazioni, centri sociali e simili. I lavori del nostro gruppo dei “Guastatori” continuano con una professionalità sempre maggiore, spesso anche con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico del Comune. Grazie alla tenacia degli organizzatori siamo riusciti anche a fare la gita a Roma che è risultata piacevole ed interessante. Non sono purtroppo mancate le note negative, la più eclatante quella che ha visto protagonista il Commissario Prefettizio Dott. Laudanna che ci ha negato la sala delle Lupe ed il Cortile del Podestà (quello veramente ce l’avrebbe dato, ma a pagamento!) per la cerimonia di chiusura dei lavori con le scuole. Ma, con l’aiuto che non ci ha mai fatto mancare, l’Asp di Siena con il suo Presidente Corsi ci ha messo a disposizione i giardini, la mensa e la serra di Palazzo Caccialupi per poter premiare tutti i ragazzi delle classi che hanno partecipato al progetto, e come contentino, ha anche offerto una lauta merenda! Ma ora dobbiamo guardare al prossimo futuro perché ci aspettano due appuntamenti molto importanti. Il primo sono i corsi che il Comune DEVE far fare a TUTTI i soci della nostra Associazione che comunque hanno a che fare con i Bottini (accompagnatori, ricognitori, lavoratori, etc.) con il Museo, con il Santa Maria della Scala o con le Fonti in genere. Secondo la legge sono obbligatori, e chi non li potesse o volesse fare, non potrebbe più avere il tesserino che il Comune ci ha dato. Il secondo sono le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo, molto importanti sia per le problematiche burocratiche che aumentano continuamente, ma anche perché ci saranno molti cambiamenti sia per “lavoro” che per “vecchiaia”. Anche se il seggio elettorale sarà aperto, come sempre, durante la cena degli auguri, bisognerà che la commissione si metta a lavorare per tempo. Per quel che riguarda una maggiore informazione sui corsi e per la formazione della commissione elettorale, è stata indetta un’assemblea il 30 settembre a cui siete tutti invitati (per non dire “obbligati”) a partecipare. Mi dimenticavo, sarà cambiato anche il Presidente, dato che il nostro statuto prevede che non possa stare in carica per più di due mandati (scusatemi lo sfogo: ma dopo sei anni di vicepresidente e sei di presidente credo sia proprio il tempo di lasciare il posto a qualcun altro!). Comunque penso che lo sappiate, voglio bene a tutti voi ed alla nostra Associazione, qualunque sia la carica.

I volontari de “La Diana” come sempre in attività, anche dopo 19 anni dalla nascita della nostra Associazione

Piero Ligabue

Niente meglio dei disegni dei bambini riesce a raccontare con efficacia la storia e le attività legate all’acqua ed alla nostra Città

FONTI / 1
Una passeggiata "fotografica"

1. Fonte di via Samoreci
2. Fonte di San Carlo
3. Fonte dei Pispini
4. Fonte dell'Orto Botanico
5. Fonte di via delle Vergini
6. Fonte di via di Fontanella

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA...
La storia di una nuova avventura de “La Diana”

Il file “SENESI A ROMA” troneggia ancora indiscusso sul desk top del mio computer.
All'interno decine di cartelle: mail, programmi, prenotazioni, ricerche su google, poesie del Belli, testi di stornelli, fotografie di fontane, nomi di strade e mille altre cose ancora. Faccio fatica a cancellare tutto.
E' stato un “taglia ed incolla” certosino per offrire Roma nel suo aspetto migliore, nel suo più bel vestito da sera, cucito su misura per i miei amici volontari dell'Associazione “La Diana” !!! Ho avuto la presunzione di offrire loro un souvenir, un sorriso, una foto, una sensazione da tenere serbata nei ricordi, magari per un pò di tempo. E così, mentre mi compiacevo di essere nata nella “città eterna”, nei miei pomeriggi invernali a Siena imbastivo, tessevo come un ragno la mia tela fatta di appuntamenti, orari, percorsi e visite. Non ho fatto tutto da sola, un grazie particolare va ai nostri amici di “Sotterranei di Roma” che con la loro decennale esperienza sul territorio e l'indiscussa professionalità e generosità ci hanno accompagnato, la domenica mattina, tra i labirinti di San Nicola in Carcere e gli umidi sotterranei di Via Lata; mentre, nel pomeriggio, ci hanno illustrato l'affascinante percorso archeologico della Vicus Caprarius alimentato dalla vicina Fontana di Trevi. Un altro grazie va sicuramente a quello spicchio di Siena nascosto tra i vicoli del Rione Regola.
Ed è proprio nel “salotto buono” di Via Giulia che i Confratelli della Chiesa settecentesca di Santa Caterina da Siena ci hanno lasciato entrare in un luogo unico del suo genere (non conosco nessun romano che sia mai entrato nella sede dell'Arciconfraternita) accompagnandoci in un viaggio attraverso la storia senese legata a doppio filo con quella di Roma.
Un nostro grande alleato è stato poi il tempo che, nonostante una primavera camuffata da inverno, ci ha regalato un fine settimana caldo. La gradevole e non sperata temperatura ci ha permesso di cenare all'aperto sotto i platani dello storico ristorante “da Luigi” (è sempre la stessa gestione da generazioni) e passeggiare nell'assolata Piazza Navona dissetandoci ai “nasoni” che zampillano ancora acqua fresca e limpida.
Ora, cari amici senesi, che avete conosciuto la strada che porta alla Capitale, chissà se nel futuro… la possiamo ripercorrere di nuovo tutti insieme per un'altra avventura in perfetto stile “La Diana”!!!

A presto.

Alessandra Forgione

LA DIANA A ROMA !!!
Ancora una volta nei sotterranei della città eterna...

Siena, 8 Giugno 2013, ore 5.30. Molto, molto insonnoliti, i partecipanti della gita si ritrovano ai Due Ponti, aspettando fiduciosi il pulmino che li porterà a Roma.
Vista la destinazione, era d'obbligo passare almeno due giorni fuori casa, ma, del resto, dopo l'esperienza positiva della gita a Orvieto non ci dava particolarmente pensiero, anzi, per noi giovani e strulli poteva essere un'ottima occasione per riproporre gli scherzi telefonici già ampiamente collaudati a ottobre.
Ma non avevamo calcolato che avremmo alloggiato addirittura nella Domus Carmelitana, quindi, come dire… il luogo non era proprio adatto!
Comunque, appoggiati zaini e valigie ci siamo avventurati nella città eterna, accorgendoci che eravamo a un tiro di schioppo da Castel Sant'Angelo e da San Pietro.
Subito abbiamo pensato a sistemare quell'aspetto delle nostre gite che di solito ci piace di più: mangiare! Alessandra ci ha portato a fare colazione in un bar famoso a Roma, “La mela stregata”, dove vendono delle specie di enormi bombe alla panna, che hanno dato del filo da torcere persino ai più golosi!
La giornata è proseguita con la visita di piazza Navona e delle sue fontane, seguendo un percorso sull'acqua che ci ha portato a conoscere molte delle fontane più o meno famose di Roma.
Cogliamo l'occasione per ringraziare la nostra socia Alessandra Forgione, che oltre ad aver organizzato la gita ci ha fornito ottime spiegazioni, spesso condite con aneddoti e storie sui luoghi che abbiamo visitato.
Ma non solo acqua: il percorso prevedeva anche la visita di una serie di chiese, sia quelle che custodiscono opere del Caravaggio, ma anche altre meno conosciute, tra cui la chiesa dei senesi a Roma, che conserva al suo interno una bandiera per ciascuna delle nostre amate contrade.
La sveglia mattutina stile militare, il lungo viaggio (intervallato da una brevissima sosta all'autogrill ottenuta grazie alla generosità del Presidente che ha dato ascolto ai poveri giovani che stavano svenendo dalla fame), il caldo romano… tutto questo intorno alle 13 ha accentuato lo spirito mangereccio dei dianini e a quel punto... pranzo libero!
I dianini più esperti (si insomma… i meno giovani!) si sono accomodati in un'elegante caffetteria mentre i più giovani e avventurosi sono andati alla scoperta dei “locali tipici” imbattendosi nel ristorante “Lo Zozzone”.
Mangiata epica con camerieri assolutamente folkloristici...
Al rientro nel pomeriggio, ci siamo sistemati nelle rispettive camere, un tantino inquietanti a dir la verità, con tutti quegli scricchiolii… ma non ci siamo persi d'animo e qualche telefonata peccatrice l'abbiamo fatta lo stesso!
La sera ci siamo rimpinzati in un noto ristorante che abbiamo deciso di raggiungere pregando l'autista affinché ci portasse col pulmino, nonostante fosse poco distante dall'albergo… ma eravamo decisamente cotti dopo la lunga giornata a piedi! Comunque l'autista per far sembrare giustificata la nostra richiesta, ha pensato di sbagliare strada, almeno c'è voluto più tempo per arrivare!
Il giorno dopo ci aspettava un'altra lunga camminata: prima abbiamo visitato un altro Caravaggio, poi ci siamo diretti nei pressi del teatro di Marcello, dove, grazie ad una guida specializzata, abbiamo visitato San Nicola in Carcere, una chiesa cristiana ricostruita sui preesistenti tre templi romani risalenti al III secolo a.C., i cui sotterranei mostrano le basi delle colonne dei templi e le due stradine che li separavano, rimaste inglobate sotto il piano di calpestio attuale e un tempo frequentate da mercanti e cambiavalute.
Una lunga girata a piedi ci ha permesso di visitare anche i sotterranei dove la leggenda vuole che sia stato incatenato San Pietro ed anche quelli dell'ex cinema Trevi, dove i recenti scavi hanno portato alla luce delle cisterne romane ed un edificio pubblico poi trasformato nel castellum acquae (serbatoio idrico) dell'acquedotto vergine.

Alla fine è giunta l'ora di riprendere il pulmino verso Siena, stanchi ma appagati e curiosi di sapere quale fosse la sorpresa che era stata inserita nel programma, a conclusione della gita: un bel karaoke con musiche popolari in tema, per concludere in bellezza questa scorpacciata romana!
Gita divertente, città bella anche se…
Siena tu sei di Roma...

Ilaria Fanti
Francesca Petreni

I BAMBINI, I VISITATORI PIU’ DIFFICILI
Gli angosciosi ricordi di un volenteroso bottiniere

Sabato 6 novembre 2010
Ore 9.00 Fonte Gaia, giornata nebbiosa con temperatura gradevole.
Dodici persone dalle grosse scarpe da trekking sono intorno a Benedetto, a ridosso della botola nera che è già aperta. Ancora non sono totalmente sveglia e l'odore di un buon caffè solletica la mia voglia matta di caffeina. Vado in un bar e torno in pochi minuti giusto in tempo per precedere la discesa nelle viscere di Piazza del Campo. Tra i ben equipaggiati visitatori ci sono anche cinque bambini under 10 tra cui uno quasi “in fasce”. Sono a conoscenza da tempo che Benedetto, amabile e simpatica persona, ma con poca esperienza come guida per bambini, ha espresso più volte il desiderio, ridendoci su, di non dover mai avere tra i piedi dei mocciosi nelle sue visite!!! Ma torniamo ai fatti.
Il gruppo, una volta disceso negli inferi di Piazza del Campo, si avvicina a ventaglio davanti al tabellone dove, il nipote del più famoso sindaco-podestà di Siena, inizia la sua dettagliata ed eloquente lezione attraverso la storia. La voce calma e suadente di Benedetto cattura tutti i visitatori, nessuno escluso, che, per ascoltare meglio, si avvicinano e si accalcano curiosi davanti alla mappa del percorso dei bottini. La prefazione che si fa davanti a quel tabellone è un' eloquente spiegazione che generalmente determina la riuscita della visita.
Passano i minuti.
Le parole volteggiano nell'aria che sa di umido. Tutti gli adulti sono attenti.
I bambini distratti iniziano a spazientirsi.
Senza perdermi d'animo li faccio mettere seduti sulla pancaccia addossata al muro.
Benedetto parla di strati geologici ed i piccoli iniziano a litigare tra di loro, spintonandosi.
Benedetto descrive con dovizia di dettagli il percorso del bottino e la mamma con in braccio il bimbo “in fasce” anche lei si siede.
Benedetto forse comprende che è ora di partire e mi dà il via.
Parto con quattro bambini e quattro adulti.
Capisco fin da subito che sarà difficile guidare la visita.
I tre bambini più grandicelli procedono svelti, divertiti come in un Luna Park, alla scoperta ravvicinata del mondo sotterraneo.
Li richiamo subito all'ordine.
Dare ai miei visitatori una spiegazione su quello che l'arenaria nasconde e che loro stanno involontariamente sfiorando è quasi impossibile.
Parlano gli adulti tra loro, parlano i bambini, si lamenta il bimbo “in fasce”.
Le mie parole interrotte più volte hanno l'effetto boomerang: mi tornano indietro. Non vedo interesse, non vedo curiosità, non vedo rispetto per il luogo. Ci incamminiamo senza fermarci.
Di tanto in tanto nei punti di alto interesse tento di catturare la loro attenzione ma la confusione del gruppo è disarmante. Il bambino più grande, l'unico che sembra un po' più interessato e più diligente, mi elenca tutto quello che ricorda della sua precedente visita fatta con la scuola mentre il bimbo più piccolo, in collo alla mamma, si addormenta.
Mi fermo per indicare le meravigliose targhe di quel bravo Marchetti , ma la mamma stanca si siede in terra adagiando sulle sue gambe il suo tenero fardello perché pesa.
Proseguo.
In un momento di mia disattenzione, i tre scatenatissimi bambini mi superano e mi precedono per un tratto di percorso. Li richiamo di nuovo all'ordine, ma non sortisco nessun effetto.
Mi demoralizzo.
Il senso della mattinata è solo una mia inutile levataccia alle ore 7,30 e niente altro. La mia poca esperienza non ha il coraggio di gridare a tutti questi ospiti inadeguati che è un privilegio entrare in un bottino e non un' insulsa camminata con le torce, a cavallo di un rigagnolo d'acqua. Non vedo l'ora che tutto finisca e che possa rivedere la luce.
Per mia fortuna arriviamo in breve tempo sotto alla ex clinica Rugani.
Provo a dir qualcosa. I bambini parlano e si spintonano, i grandi ridono.
Allo smiraglio, il bambino più grande protetto dalle calosce, per guardare in alto perde l'equilibrio e cade nel gorello.
Cinque minuti fermi per asciugarlo. Ora, capisco Benedetto.
Con la torcia illumino speranzosa il numerino appeso sulla mia destra.
Il numero 69 e il mattoncino di traverso indica la fine della visita. Più avanti, nelle tenebre assolute, ci sono i Galazzoni.
Indico a tutti la galleria d'uscita ma non faccio in tempo a sbarrare la strada che sempre il solito bambino con le calosce, rinvigorito dalla caduta, prende la rincorsa e con la sua torcia si allontana da solo verso le tenebre assolute, verso le vasche tanto amate per il loro “utile servigio”.
Lo chiamo due volte, ma il mio carisma di bottiniere è sprofondato giù nelle più umide arenarie senza più ritorno. Forse in questa visita il carisma non l'ho mai avuto!!!
Il bambino si gira solo quando un coro di voci lo chiama per nome.
Alessio torna indietro.
Finalmente termina qui, davanti alla porta di uscita di Fonte Giusta, la dolorosa visita.
La porta grigia di ferro è ancora chiusa.
Giro con energia e senza esitazione la serratura “Mottura” ed infilo le dita nei buchini che fungono da maniglia e… l'imbarazzo è grande com'è grande il mio incubo.
La porta della mia libertà non accenna a muoversi. Mi manca l'aria. Mi tolgo la piccola sciarpa che ho indossato qualche ora prima pensando di sentire freddo.
Ora invece è caldo, molto caldo.
Sento le voci fuori che aspettano di ripercorrere a ritroso il meraviglioso percorso verso Piazza del Campo, ma ciò non mi dà conforto.
Appoggio la torcia in terra. Riprovo.
Forzo ma nulla, spingo ma niente, mi spazientisco, si apre: il Sole!!!

Alessandra Forgione

“LA DIANA” E LE SCUOLE SENESI
Tutti promossi… tranne il Commissario!

Come sempre accade da anni, il mese di maggio prevede l’ultimo atto della faticosa avventura con i ragazzi delle scuole.
Dopo le lezioni in classe e la visita ai Bottini, inizia la difficile azione di recupero dei manufatti per la mostra (con alcune insegnanti che talvolta, terminato il percorso ludico, iniziano ad accampare scuse per giustificare la loro scarsa propensione al lavoro!), l’allestimento della stessa, le richieste al Comune per gli espositori, gli inviti, il permesso per il Cortile del Podestà e la Sala delle Lupe, l’angosciosa “supplica” per poter avere per trenta minuti al tavolo della manifestazione una presenza istituzionale.
Quest’anno, però, abbiamo avuto una sorpresa.
Nonostante il programma come tutti gli anni abbia coinvolto una ventina di classi con oltre quattrocento ragazzi sia stato come al solito tutto a carico della nostra associazione e dei suoi volontari, alle usuali scontate richieste abbiamo ricevuto una serie di rifiuti.
Il Comune non soltanto ha deciso di non stampare gli inviti, ma ha negato la Sala delle Lupe e, bontà sua, ci avrebbe concesso un piccolo pezzetto del Cortile del Podestà dietro il modesto pagamento di 1.500 euro!
Evidentemente le associazioni di volontariato, “La Diana” in testa, nonostante tutto quello che fanno quotidianamente, erano state individuate come la molla sana (sciocca?) per poter sanare bilanci fallimentari che qualcuno ha lasciato in eredità alla città.
Di fronte alle nostre sdegnate insistenze, i funzionari comunali, in grande imbarazzo perché ben conoscono il nostro impegno ed apprezzano la nostra collaborazione, che fra l’altro ogni anno porta nelle casse dell’Amministrazione anche contributi economici non risibili, hanno dovuto ribadire l’intransigente rifiuto dell’indefesso ed intransigente Commissario Laudanna.
La decisione era chiara: “Volete sfruttare il suolo del Cortile del Podestà?
Pagate e vi sarà concesso.
Il Comune non può mica far regali!
E la sala delle Lupe non può essere contaminata da centinaia di ragazzi.
Qui dobbiamo lavorare per salvare la città!”
Tutto stava quindi per saltare, quando per fortuna il presidente dell’Asp, Pierluigi Corsi, ormai uno di noi a tutti gli effetti, ci ha accolti con grande senso di disponibilità negli accoglienti ambienti della residenza per anziani di Palazzo Caccialupi.
L’ospitalità di Corsi ha così permesso ai ragazzi di partecipare alla festa finale ed ammirare le loro splendide realizzazioni. Ogni classe, infatti, ha preparato interessanti manufatti relativi al programma svolto (lezione in classe e visita ai Bottini) che sono stati raccolti in una affascinante mostra. Oltre all’entusiasmo dei bambini, culminato in un’apprezzata colazione a base di ciaccino e succhi di frutta, l’aspetto più bello è stato il gioioso contatto fra i 440 ragazzi impegnati nel progetto e gli anziani della Residenza Caccialupi, felici di poter uscirlla monotonia quotidiana godendo del contagioso entusiasmo di tanti loro piccoli ed affettuosi “nipotini”.
Grazie dunque a insegnanti ed allievi che si sono impegnati nel progetto ed all’Asp. Infine un saluto finale: a non rivederla, commissario Laudanna.
Non ci mancherà!

Luca Luchini

IL MISTERO DELLA FONTE CACCIALUPI
Pierluigi Olla ci presenta una interessante ricerca storica

Dal socio Pierluigi Olla, come sempre molto attento alle vicende storiche della nostra città, riceviamo un interessante ed approfondito studio sulle origini della fonte sottostante il palazzo Caccialupi, oggetto di una importante opera di recupero da parte de “La Diana”.
Come leggerete, al termine di una appassionante indagine, Pierluigi non soltanto resta con dubbi insoluti, ma lancia la palla a chi possa, con maggior fortuna, svelare i retroscena di questo bellissimo complesso.
C’è qualcuno disposto a raccogliere la sfida?
Leggendo il libro Fortificare con arte di Ettore Pellegrini, riguardante le strutture difensive della città, mi sono imbattuto nel rilievo redatto dalla spia fiorentina G.B. Belluzzi nel 1554, pur non essendo troppo leggibile nella riproduzione, sono stato colpito da una scritta nella zona di Porta Tufi: “F. nell’horto dei Guglielmi”, scritta che mi ha fatto subito immaginare di trovarmi di fronte alla prima documentazione riferibile al ninfeo e peschiera riscoperta da “La Diana” nel retro del palazzo Caccialupi (già Guglielmi).
Mi rimanevano, comunque, forti dubbi riguardo al posizionamento topografico della suddetta scritta.
Infatti risultava molto spostata ad ovest, praticamente nella vallata dell’orto botanico, e, pur tenendo conto che il Belluzzi non fosse molto preciso per la collocazione dei manufatti all’interno delle mura, l’errore sarebbe stato eccessivo.
Mi sono recato alla Biblioteca Comunale, dove si conserva l’originale, e del quale mi è stata data in visione una nitida riproduzione fotografica (il documento è estremamente fragile). Pertanto ho potuto leggere con chiarezza non la parola “Guglielmi”, ma “Guglielmo”, ed ho constatato che questo era il nome che, tra altri, indicava la fonte dell’orto botanico.
Sono sceso alla fonte suddetta ed ho potuto vedere che lo stemma di marmo nella parete di fondo è proprio quello dei Guglielmi, anche se parzialmente coperto da calcare.
Seguendo l’indicazione del Romagnoli, che cita in modo parziale una dichiarazione di Alessandro Guglielmi del 1548, sono in Archivio di Stato per ricercare il documento originale, ma o a causa della mia inadeguatezza, o perché il documento è perduto, non sono arrivato a nulla riguardo ai possedimenti della famiglia in quella zona.
Tuttavia, dal “Libro dei Leoni” ho visto che il nome completo del dichiarante era Alessando di Giovan Battista di Giglielmo; di conseguenza, a erigere la fonte dell’orto botanico era stato il nonno, negli anni a cavallo fra il ‘400 ed il ‘500.
Tale datazione è ulteriormente avvalorata dalla tipologia dello stemma che, per quanto anomalo, si può assegnare a questo periodo.
Tornando poi alla carta del Belluzzi, nella zona che si affaccia sopra la valle del Montone, ho notato un’altra scritta: “Pescaia del deo”.
Anche questa è abbastanza lontana dalle mura, rispetto alla nostra peschiera (= pescaia), ma questa imprecisione potrebbe essere causata dal fatto che essa si trovava in una proprietà privata recintata da un alto muro, ben visibile anche nella pianta del Vanni, per quanto più tarda di circa 50 anni.
E’ probabile, quindi, che la spia l’abbia tracciata in base a notizie carpite, e non da una osservazione diretta del manufatto. Questo spiegherebbe il suo posizionamento inesatto.
Ciò potrebbe significare, dunque, che il 1554 sia una data post-quem rispetto all’edificazione del ninfeo e della peschiera.
Mi lascia comunque assai perplesso quel “deo”, ammesso che abbia letto bene. Per quante ipotesi abbia fatto, non ne ho trovata una minimamente soddisfacente.
A questo punto lascio ad altri, più preparati o fortunati di me la prosecuzione delle ricerche per poter chiarire tutta la questione e, possibilmente, riuscire a trovare elementi documentari per suffragare l’attribuzione al Riccio di tutto il complesso.

Pierluigi Olla

Per mettersi in regola con la tessera del 2010, per chi non lo avesse ancora fatto, si ricorda che è possibile fare un bonifico bancario di Euro 15,00 presso la

BANCA MONTERIGGIONI
Cod. IBAN IT 48 R 08673 71880 000000102228
oppure presso Poste Italiane:
Cod. IBAN IT 37 A 07601 14200 000092385830
O presso un ufficio postale con versamento sul C/C n° 92385830


LUNEDI’ 30 SETTEMBRE
ALLE ORE 21.15
PRESSO LA “CASA DI RIPOSO IN CAMPANSI”
SI TERRA’ L’ASSEMBLEA DE “LA DIANA”


NELL’AMBITO DELLA SETTIMANA DEL
DECENNALE DEL TREKKING URBANO DI
SIENA “LA DIANA” SARÀ IMPEGNATA NEI
GIORNI 25/26/27 OTTOBRE E 1/2/3 NOVEMBRE

I numeri arretrati