Fonte delle Monache

E’ conosciuta come Fonte delle Monache di San Paolo nome che deriva da uno dei due complessi conventuali (Monastero delle monache agostiniane di San Paolo e il 48Monastero femminile delle Suore Benedettine di Sant’Agnese, dette anche Sperandie) che si trovano, uno di seguito all’altro, in via delle Sperandie; uno, che dà il nome alla strada, è edificato vicino alla cinta muraria, l’altro invece si trova circa a metà della stessa strada.

E’ pressoché sconosciuta, essendo gelosamente nascosta nella scarpata sottostante la via; è alimentata attraverso un bottino che raccoglie acque “locali”, è molto grande ed imponente ed è situata ad una dozzina di metri sotto l’ex-convento.
E’ composta da un’unica grande camera a forma di parallelepipedo di circa sette metri di lunghezza per cinque di larghezza, con un’altezza di circa sette metri e mezzo e prende luce da una piccola finestra posta alla sommità della volta.
Questa fonte è stata valorizzata grazie all’intervento attivo dei volontari dell’Associazione “La Diana”. Siamo stati nfatti noi a “riscoprirla” e permettere i successivi lavori di ristrutturazione: la fonte infatti era in condizioni pessime, l’interno era praticamente sepolto da moltissimi metri cubi di materiale provenuto dall’esterno e determinante è stato l’intervento di ripulitura.
La fonte è aperta per le visite al pubblico in alcuni periodi dell’anno ed occorre prenotare contattando la nostra Associazione.

Fonte di Samoreci o fonte del Ponte di Romana

Fonte SamoreciSi trova lungo il percorso della via Francigena, in prossimità del Ponte di Romana, fuori dalla vecchia Porta di S. Maurizio. Era alimentata da un trabocco di Fonte Gaia e quindi è posteriore ad essa, edificata nel 1343, comparendo nei documenti solo a partire dal 1351.
E’ stata restaurata di recente, anche se l’aspetto attuale non è certo quello originale.

Fonte di Pantaneto

Fonte di PantanetoFonte costruita nel 1452 a seguito di una petizione presentata dalla Compagnia di Pantaneto.
Si trova all’inizio di Via Pantaneto, praticamente sotto le Logge del Papa, essa è alimentata dall’acqua proveniente dal trabocco di Fonte Gaia.Negli anni è stata oggetto di vari restauri.

Fonte dei Pispini

Fonte dei PispiniQuesta bellissima fonte, costruita a spese degli abitanti del rione nel 1540 (circa) si trova all’ingresso della piazzetta di Santa Chiara nei Pispini.
Nel 1936 fu spostata dalla sua posizione originaria alla vicina Piazza di Santo Spirito; lo spostamento fu effettuato per per permettere il passaggio dei mezzi pesanti diretti al Distretto Militare. Pochi anni fa è stata nuovamente collocata nella sua posizione originale

Fonte di San Carlo

Fonte di San CarloFuori dalla Porta S. Marco, lungo l’omonima via San Carlo si può ammirare questa bella fonte maestosa e ricca d’acqua. E’ praticamente sconosciuta a molti e ha anch’essa il suo bottino, che si inoltra nella vallata verso la Porta S. Marco.

Fonte dell’Orto Botanico

Fonte dell'Orto BotanicoDenominata anche Fonte al Pino, a questa bella fonte si accede passando da via Mattioli e percorrendo i vialetti dell’Orto Botanico, lungo la vallata delimitata ad est appunto da via Mattioli ad ovest da via delle Sperandie, a nord da via delle Cerchia ed a sud dalla cortina muraria che congiunge Porta Tufi con Porta San Marco. La fonte è molto bella ed è composta da due corpi distinti: uno più in alto con due ampi archi; l’altro, la vasca, situato esternamente al primo e posto ad un livello più basso del terreno.
Difficile stabilirne l’epoca della costruzione (come del resto accade per tutte le fonti minori) anche se potrebbe servire all’uopo l’identificazione dello stemma con banda accompagnata da due gigli, che le incrostazioni di calcare hanno reso quasi illeggibile. Certamente questa è presente nella pianta di Francesco Vanni (fine sec. XVI).

Fonte dei Pecci

Appena entrati nella vallata di Porta Giustizia, sulla destra verso Piazza del Mercato, si può trovare questa bella fonte all’interno di un piccolo capanno in muratura, dietro il quale si trova anche una grossa vasca rettangolare che la completa. Più avanti si trova la Fonte de’ Pecci e nelle zone limitrofe, sempre all’interno di questa bella valle, si trovano anche altri piccoli fontini.

Fonte delle Sperandie

Fonte delle SperandieQuesta fonte si trova nella valle tra Porta S. Marco e Porta al Laterino. E’ composta da una parte esterna, oramai ridotta a rudere, e da un ambiente scavato nell’arenaria, con tetto a capanna, in cui si trova la vasca. Non è certa la data di costruzione di questa fonte, ma si hanno notizie di un restauro ad essa fatto il 30 giugno 1330.
Fu chiamata così a causa della vicinanza con il monastero femminile delle suore benedettine di Sant’Agnese, dette anche Sperandie, che successivamente presero il nome di Trafisse. Attualmente vi si accede dall’omomima Via delle Sperandie.
Era dotata di un bottino, o meglio di un trabocco, che raggiungeva il torrente Tressa appena fuori della città. La fonte è rappresentata da una ampia nicchia da dove, attraverso un passaggio oggi protetto da una grata, si accede ad una grossa vasca sotterranea.
Nella parete di fondo della nicchia si può notare una lapide che ricorda la ripulitura del bottino che alimenta la fonte, avvenuta il “…15 settembre 1724, al tempo (della camarlenga monaca) Domina Maria Piccolomini”.

Fonte Caccialupi

Il Palazzo Caccialupi, oltre ad ospitare l’omonima residenza per anziani, nasconde nel suo giardino una chicca ai più probabilmente sconosciuta: una bellissima fonte con il suo bottino.siena-fonte-caccialupi-fonte-dei-tufi
La costruzione con ogni probabilità risale alla fine del ‘500 e uno degli elementi fondamentali che accompagnava la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi era quello di assicurarsi un approvvigionamento idrico. Il complesso, essendo circondato da un’ampia area verde degradante verso il fondo della Valle di Porta Giustizia, offrì le caratteristiche geomorfologiche adatte alla costruzione di un bottino autonomo, che assicurava un costante approvvigionamento di acqua.
Fu quindi realizzato un piccolo reticolo di bottini, composto da un ramo principale di circa 120 metri di lunghezza e due “influenti” laterali di circa 50 metri ciascuno, che hanno fornito per secoli l’acqua sufficiente a soddisfare le esigenze idriche sia civili che agricole. In particolare, il bottino principale, dopo avere raccolto l’acqua fornita dagli altri due rami, termina in una grotta nella quale si trova un ninfeo di gradevole fattura seicentesca, composto di mosaici geometrici, realizzati con conchiglie marine e materiale calcareo. Qui è presente una vasca che, attraverso un sistema di trabocchi del “troppo pieno”, va ad alimentare una grande cisterna ottagonale posta una decina di metri fuori dalla grotta e, sempre per trabocco, vengono poi alimentate altre tre piccole cisterne circostanti.
Si tratta quindi di un complesso e bellissimo sistema di raccolta ed utilizzo delle acque, frutto dell’ingegnosità e della necessità di utilizzare appieno questo elemento essenziale per la vita.
Purtroppo la situazione di tutto l’insieme era molto degradata, il bottino era in parte ostruito dal fango, il ninfeo si stava deteriorando e quindi era urgente un intervento per non perdere questo picco tesoro di architettura. Per questo motivo “La Diana”, in totale accordo con gli organi amministrativi e direttivi dell’ASP Città di Siena, azienda pubblica proprietaria dell’intero complesso, ha presentato un progetto di recupero che è stato favorevolmente accolto dalla Fondazione Monte dei Paschi che ha deciso di sovvenzionare le opere di restauro che sono poi iniziate nel 2009. Nel dettaglio l’intervento hapermesso la completa ripulitura del bottino collegato alla fonte ed il restauro del ninfeo per riportare quindi tutto il complesso alla sua originale funzione di recupero delle acque piovane e di stillicidio per consentire un loro utilizzo nell’irrigazione delle zone circostanti.

Fontebecci

La tradizione racconta che sia stata murata con la calcina impastata con il sangue dei montoni (becchi) scambiati con i Fiorentini fatti prigionieri nella battaglia di Monteaperti, o anche che appartenesse ad una famiglia con tale nome. Ma alcuni ritengono che il nome “fontebecci” stia semplicemente ad indicare “fonte per berci”. A parte le leggende, è tra le fonti più antiche in assoluto, forse di origine romana; viene ricordata per la prima volta in un atto di donazione del 1110. Essendo lontana dalla città, al bivio della strada romana tra Firenze, Volterra e Siena, era spesso esposta agli attacchi dei nemici e delle compagnie di ventura. Anche il suo bottino veniva spesso rovinato. Fu rivestita in muratura forse nel 1309, ma rimase scarsa d’acqua che fu deviata nei due vicini rami maestri dei bottini di Fonte Gaia e Fontebranda.