“Associazione per la tutela e la salvaguardia dei Bottini, delle Fonti monumentali e di tutto il patrimonio storico, culturale ed architettonico legato alle Acque di Siena”

Cronologia storica

Epoca Etrusca - probabilmente di quest'epoca la fonte più antica: Fontanella. Anno 394 - Già si parla di tratti di acquedotti del primo insediamento senese a Castelvecchio, come di tratti di acquedotti ormai rovinati, sebbene questi continuarono a svolgere la loro funzione per tutta l'epoca tardo antica fino all'età comunale.

Anno 1081 - In un documento compaiono altre due fonti antiche, quella della Vetrice, di cui è perduta ogni traccia e quella di Fontebranda.

Anno 1198 - Costruzione di Fontebranda (l'edificio fu però rifatto nel 1246).

Anno 1226 - E' la prima volta che si trova nei documenti il termine "bottino", quando la città era dotata solo di alcuni modesti rami di acquedotto che rifornivano di acqua alcune delle principali fonti.

Anno 1246 - Siena stava affrontando il decollo economico e proprio per questo sentiva la necessità di aumentare la portata di acqua alle fonti, in questo anno furono sostenute spese notevoli per ricerche finalizzate ad alimentare Fontebranda che serviva la zona delle manifatture dei cuoiai, dei pellai e soprattutto dei lanaioli.

Anno 1250 - Il bottino che avrebbe dovuto fornire Fontebranda ancora non era finito, ma altre fonti cittadine (Follonica, Valdimontone, Pescaia e Vetrice) erano state inserite nel progetto di ammodernamento della rete di acquedotti sotterranei.

Anno 1267 - Si cominciò a studiare la possibilità di derivare fino alle fonti senesi l'acqua del fiume Merse. Così i lavori di Fontebranda furono interrotti per concentrare gli sforzi su questa ricerca.

Anno 1268 - Si riunì il Consiglio Comunale per vagliare il progetto dell'acqua della Merse. Il primo a parlare fu Bartolomeo Saracini che pensava di affidare i lavori a Frate Agnolo, ma Alfonso Pelacani era contrario al progetto. L'ultima parola l'ebbe Provenzano Salvani che caldeggiò l'inizio dei lavori ed ebbe l'approvazione del Consiglio. Il progetto fallì miseramente.

Anno 1274 - Iniziarono i lavori di escavazione del bottino che avrebbe fornito la non ancora nata Fontenuova dentro Porta Ovile. Qui erano state trovate alcune vene d'acqua e il Comune si era reso conto che con quelle avrebbe potuto dotare la zona di una fonte, cosa che avrebbe fatto nei primissimi anni del '300.

Anno 1288/1293 - Si effettuò un tentativo per derivare in Fontebranda le acque della Tressa incanalandole all'altezza di S. Dalmazio. Tentativo patetico data l'esiguità della portata del torrentello.

Anno 1300 - Tentativo fallito anche quello di rinforzare Fontebranda con le eccedenze della Fonte di Pescaia.

Anno 1321 - Inizio lavori della costruzione di Fontenuova in Vallerozzi.

Anno 1334 - Lungo tutto il primo scorcio del '300 si andò avanti con progetti e tentativi infruttuosi. Nel 1334 Jacopo di Vanni di Ugolino studiò un progetto che avrebbe dovuto addurre in città l'acqua delle vene del nord di essa. A tre anni dall'inizio dell'opera questa non era ancora compiuta. I lavori vennero bloccati fino al 1339.

Anno 1337 - Venne costruita la Fonte al Pino, presso Via delle Cerchia.

Anno 1339 - Anno in cui una commissione del Comune riprese in mano il progetto e dette il placet alla riapertura del cantiere.

Anno 1343 - Costruzione di Fonte Gaia nel Campo.

Anno 1346 - Il cammino del bottino era giunto a Fontebecci e si stava cercando di allacciarlo alle acque dello Staggia all'altezza di Quercegrossa.

Inizio dei lavori per la Fonte in Pellicceria. Fu richiesta la costruzione di una Fonte in Camporegio, sempre in quest'anno si progettò la costruzione della Fonte alle Due Porte di Stalloreggi, nelle immediate vicinanze dello Spedale di S. Maria della Scala, che fu poi detta Fonte al Mandorlo, della quale non è rimasta traccia. Siena nella seconda metà del secolo aveva ricevuto un tracollo non indifferente per la crisi di produzione che, già sensibile nel periodo precedente alla peste, aveva subito un decisivo colpo dopo l'epidemia. Si disponeva sempre di meno denaro per finanziare le opere. Così gli unici progetti in questo periodo furono quelli per la costruzione di una Fonte nella contrada di S. Vigilio nel 1360 e, nello stesso anno, per la costruzione della Fonte della Prigione.

Anno 1352 - Viene realizzata Fonte Serena, nel Casato.

Anno 1361 - L'allacciamento ancora non era completato a causa di una rivolta che aveva rovesciato il governo novesco al potere da settant'anni, c'era stata la guerra con Perugia e l'invasione delle bande delle Compagnie di ventura che avevano devastato mezza Toscana.

Anno 1387 - Ripresero i lavori e fu portato a termine il ramo di Uopini e terminate le riparazioni.

Anno 1397 - I problemi di Fontebranda erano ancora irrisolti mentre i lanaioli ancora continuavano ad avere difficoltà, così furono loro stessi ad accollarsi la spesa di 600 dei 900 fiorini d'oro che si stimava occorressero per derivare in Fontebranda l'acqua di Mazzafonda.

Anno 1429 - I lavori erano arrivati a Fontebecci e qui si fermarono.

Anno 1437 - Per tutto il '400 continuarono i lavori per attingere acqua a varie vene.

Anno 1438 - Si scavò la grande vasca di decantazione sotto il prato di Camollia.

Anno 1461 - Si parlò ancora della degradazione e della rovina dei rami di bottini, tanto che in alcuni si rischiava non arrivasse più l'acqua a causa dei detriti.

Anno 1466 - Ancora si cercarono vene d'acqua; in quest'epoca la rete sotterranea era già arrivata al massimo della sua espansione per quasi 25 chilometri.